Un comunicato congiunto dei capigruppo di maggioranza: Azione non è e non sarà mai più maggioranza. E il riferimento va chiaramente all’accesa lite scoppiata in Consiglio regionale lo scorso martedì, il primo che avveniva dopo che tre consiglieri (Fabiano Amati, Ruggero Mennea e Sergio Clemente) avevano annunciato di voler aderire al partito di Calenda.
Uno strappo a metà, quello che era avvenuto, con i tre che, assieme a Massimiliano Stellato (passato invece con Italia Viva di Renzi) avevano spiegato di non voler passare, almeno esplicitamente, all’opposizione. Del resto, come spiegato dallo stesso Amati, il regolamento del Consiglio non lo prevede espressamente. Ecco quindi che nell’ultima seduta i consiglieri di Azione si sono messi dal lato della maggioranza, scatenando un violento botta e risposta.
“Dopo essersi comportati strumentalmente per anni da consiglieri di opposizione, oggi pretendono di essere considerati parte della maggioranza, volendo accreditare una posizione politica confusa e contraddittoria che noi respingiamo con forza e indignazione – è riportato nella nota dei capigruppo di maggioranza Filippo Caracciolo (PD), Giuseppe Tupputi (CON), Saverio Tammacco (Per la Puglia), Francesco la Notte (Popolari con Emiliano) e Marco Galante (M5S) – occorre un sussulto di chiarezza. Chi ha difatti svolto un ruolo di opposizione al governo presieduto da Michele Emiliano, continui a farla ma in ruolo di minoranza”.






