La Croce è comparsa sulla soglia del portone centrale della Chiesa del Purgatorio a mezzanotte in punto, come da antica tradizione. I rintocchi delle campane hanno segnato il termine del periodo carnevalesco e l’inizio del tempo penitenziale di Quaresima.
Ha così preso il via la lunga preparazione di Molfetta alla Pasqua, per cui la città a nord di Bari è conosciuta, al pari di Ruvo di Puglia, in tutta Italia. Sul sagrato della chiesa del Purgatorio anche Monsignor Domenico Cornacchia, vescovo della diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi, che ha ricordato le sofferenze del mondo, le grandi croci che alcuni popoli debbono sopportare sulle loro spalle in questo periodo storico segnato dai conflitti e da sciagure come il terremoto in Turchia e Siria. Accanto a lui, i confratelli della Morte dal Sacco Nero, antico e più numeroso pio sodalizio di Molfetta.
Quaresima tempo di riflessione, dunque, ed avvio del percorso che porta alla resurrezione delle anime, annunciato nel silenzio e nel buio della notte molfettese dal “Titè”, il suono acuto della tromba che prefigura l’inizio del periodo di penitenza. Struggente il canto delle migliaia di fedeli presenti del “Vexilla regis”, antico inno, le cui parole sono tratte dal poemetto in dimetri giambici composto da Venanzio Fortunato, vissuto tra il 530 ed il 607 d.C, in occasione dell’arrivo della reliquia della Vera Croce a Poitiers. Una litania ripetuta, patrimonio delle confraternite molfettesi, che rende bene l’idea di quanto i riti quaresimali e della Settimana Santa siano sentiti.
Prima della processione si era tenuta all’interno della Chiesa del Purgatorio un’ora di riflessione collettiva, a cui aveva presenziato anche il sindaco, Tommaso Minervini, con la contestuale esposizione della Croce e, in una sala laterale, dei Misteri realizzati da Giulio Cozzoli ad inizio ‘900, gli stessi che saranno portati a spalla per le strade di Molfetta nella giornata del Sabato Santo. Inizia così la Quaresima in Puglia, periodo ricco di suggestioni anche per i non credenti, divenuto ormai motivo di visita alla nostra regione da parte di tanti settentrionali e di moltissimi stranieri.








