Erano partiti in 240, adesso ne restano 95 in tutta la Puglia. Dal primo novembre non prestano più servizio per la scadenza del loro contratto. Stiamo parlando dei Navigator, quelle figure assunte a tempo determinato a livello nazionale con una procedura che era strettamente legata all’introduzione del reddito di cittadinanza.
Più precisamente avrebbero dovuto prendere per mano i percettori del reddito per accompagnarli verso l’assunzione in aziende alla ricerca di forza lavoro. Dopo una serie di proroghe, oggi, i contratti sono scaduti. Molti hanno trovato diversa collocazione, qualcuno ha vinto altri concorsi, un ultimo gruppo, meno di un centinaio in Puglia, chiede di poter mettere a disposizione l’esperienza maturata.
Oggi i Navigator – rappresentati dalle organizzazioni sindacali CGIL, CISL e UIL – hanno esposto in commissione in consiglio regionale la propria posizione. Se da un lato l’assessore al Lavoro, Sebastiano Leo, ha ribadito che non sarà possibile avviare procedure di stabilizzazione a livello regionale, la proposta maturata dal confronto anche col pentastellato Cristian Casili è quella di valutare altre forme di inserimento, per esempio a sostegno di alcune delle nuove misure che saranno portate avanti dalla Regione Puglia.







