Il 57enne Ignazio Piumelli è stato condannato dalla Corte d’Assise d’Appello di Bari a 13 anni e 6 mesi di reclusione per la morte di Malgorzata Zlezak, detta Margherita, una 50 enne senza fissa dimora di origini polacche. Il cadavere della donna fu ritrovato scheletrito nel maggio del 2017 all’interno delle ex Acciaierie Scianatico di Bari, nel rione Libertà. Secondo gli esami autoptici eseguiti sui resti, sarebbe deceduta cinque anni prima, nel 2012.
L’imputato, originario di Giovinazzo, secondo le accuse degli investigatori della Squadra Mobile della Questura barese, avrebbe picchiato a lungo la donna, esercitando su di lei una forte pressione fisica e psicologica, ma non sono state raccolte in primo grado prove sufficienti a condannarlo per omicidio volontario. La donna potrebbe dunque essere morta per cause naturali.
Su di lui invece pende una condanna in doppio grado di giudizio per riduzione in schiavitù e maltrattamenti. Il reato di vilipendio di cadavere risulta invece prescritto.
Piumelli, secondo gli inquirenti, avrebbe condotto la donna da un dormitorio all’altro e, per giustificare la sua scomparsa aveva affermato che Malgorzata era rientrata in Polonia. Invece, secondo gli investigatori, avrebbe seppellito il suo cadavere all’interno della fabbrica dismessa, realizzando una sorta di bara di fortuna con assi di legno. Sul posto era anche stata trovata una scritta: “Tu muori qua”. Il 57enne è in carcere dal 2019 ed è assistito dall’avvocato Alessandra Tamburrano, che lette le motivazioni di questa nuova condanna, ha annunciato il ricorso in Cassazione.








