Canoni di affitto lievitati a dismisura, così tanto che si fa fatica a definirla una operazione di ‘Social Housing’, dedicato cioè a nuclei con fasce di reddito ben determinate. Eppure è così, con le famiglie che abitano oramai da tempo gli appartamenti di Parco Gentile nel quinto Municipio, a due passi dalla strada provinciale 91: i residenti scelgono di denunciare una situazione che per quasi tutti sta diventando insostenibile.
Tutti gli edifici in classe energetica A4 sono provvisti di pannelli radianti per il riscaldamento a pavimento, impianti di condizionamento, infissi a taglio termico e sonoro. ‘Case da vip’, avevano detto ai futuri condomini, che ora di vip – scherzano amaramente – vedono solo i costi, tra fitti e bollette.
Per non parlare dei conguagli ricevuti nel mese di dicembre: cifre da capogiro, tanto da far accarezzare a molte famiglie l’idea di lasciare la zona.
E giorni fa l’incontro tra proprietà – fondo Esperia – Sunia (il sindacato degli inquilini) e Comune di Bari. Da Palazzo di Città, nonostante non si tratti di immobili comunali, il tentativo di arrivare per gli inquilini ad un piano di rientro superando di fatto il prelievo diretto nelle buste paga.







