Un’opera imponente e un bando ‘lampo’ per partecipare: le imprese sono sul piede di guerra dopo la pubblicazione della gara della Strada Camionale di Bari, l’opera strategica che collegherà l’autostrada A14 al porto del capoluogo. Il bando è stato pubblicato lo scorso 22 marzo e l’offerta dovrà pervenire entro e non oltre le ore 12 di venerdì 7 aprile: sono appena 16, insomma, i giorni a disposizione per formulare un’offerta su una gara certamente non semplice. Un po’ pochini per un’opera la cui grandezza si evince già dall’importo dei lavori: ben 223 milioni di euro.
Una procedura – si legge nel bando – che assume carattere di urgenza per la necessità di conseguire l’obbligazione giuridicamente vincolante entro il 30 giugno 2023, pena il definanziamento dell’opera, elemento che dunque difficilmente porterà ad una proroga dei tempi per la presentazione delle offerte. Eppure di camionale se ne parla da 20 anni, un’arteria lunga 10 chilometri e 800 metri che mira ad alleggerire le viabilità critiche di ben tre comuni: Bari, Modugno e Bitonto.
Un’opera strategica a detta di tutti, ma dai cui lavori molte imprese sono di fatto già escluse, vista l’esiguità dei tempi per la presentazione delle offerte. La domanda sorge a questo punto spontanea: conoscendo il termine di scadenza per non perdere i finanziamenti, perché non pubblicare prima il bando dando così la possibilità a tutti gli interessati di partecipare? Sorgono molti interrogativi, mentre la mente ci riporta a esempi del recente passato di altre procedure lampo, come quello dell’ospedale Covid in Fiera. Torneremo sull’argomento.







