Le tradizioni italiane spaziano in molti campi, cultura, folklore, cucina, ma non va trascurato l’aspetto ludico, l’intrattenimento, i cosiddetti passatempi, che gli italiani amano al punto tale da trasformarli in vere e proprie usanze. È il caso, ad esempio del gioco contro la sorte. Molto apprezzato in Italia anche, e soprattutto, in modalità virtuale, affonda le sue origini negli anni passati, quando i giocatori si dividevano tra lotterie, casinò, gratta e vinci, slot nei bar, e non solo. È ancora così, sebbene il gioco, nel frattempo, si sia evoluto di pari passo con nuove tecnologie, che consentono diverse e più immediate modalità di fruizione.
Oggi si gioca da qualsiasi luogo, in qualsiasi momento e circostanza grazie alla rete, a semplici device e alle numerose piattaforme digitali quali quelle presenti sul sito https://www.casinoaams.eu/ che elenca anche i vari casinò online provvisti di licenza statale dell’Agenzia Dogane e Monopoli, l’unica che in Italia regolarizza il gioco d’azzardo.
Il legame tra quest’ultimo e, più in generale, tra gare, match, competizioni ricreative e l’Italia risale ai tempi dell’antica Roma e, seppur gli svaghi siano diversi, quelli che prevedono scommesse risultano molto popolari. Primo fra tutti il gioco con i dadi, non dissimile dalla sua versione odierna. Esistono varie tecniche di gioco, di lancio, di regole e di punteggio, ma visto che già all’epoca era illegale l’azzardo, pullulavano case da gioco clandestine e sanzioni ai danni dei giocatori.
Dal gioco dei dadi ai casinò made in Italy
Il gioco dei dadi era famoso già nell’antica Roma, dove era diffuso per la semplicità delle sue regole e la velocità di esecuzione. Da questa forma di intrattenimento, prese il via il percorso che ha condotto all’inaugurazione del primo casinò in Italia.
Nella prima metà del Seicento, infatti, Venezia, città ricca di storia e polo attrattivo per commerci e nobiltà, funge da apripista al gioco d’azzardo ospitando il “Ridotto”, casinò nella dimora del nobile Marco Dandolo, autorizzato dalla città lagunare. In pratica, una sorta di licenza pari a quella di cui oggi necessitano i casinò per essere considerati legali. Già in questi anni l’importanza di garantire privacy e riservatezza ai giocatori è al centro dell’attenzione, al punto che Dandolo impone l’obbligo di giocare in maschera affinché tutti possano celare agli altri giocatori la propria identità. Il contesto, infatti, è variegato e i giocatori provengono da ogni estrazione sociale.
In questo caso, la storia del gioco d’azzardo italiano si integra con quella sociale, culturale, economica, della Serenissima.
Five card draw, ovvero il poker all’italiana
Il Five card draw è il poker all’italiana, la versione tricolore di questo famoso gioco, diffusa quasi quanto quella alla texana nonostante non si usi molto nei tornei professionali. Spesso costituisce il primo approccio per i giocatori neofiti, rivelandosi adatto anche a quei pokeristi più abituali, desiderosi di impratichirsi e testare varianti di poker diverse rispetto al più diffuso Hold’Em.
Oggi è sempre più frequente il passaggio dal tavolo da gioco in presenza a quello virtuale, tramite piattaforme sempre più aggiornate, dall’utilizzo semplice e intuitivo, tale da consentire a chiunque di giocare online. In questo modo, si può sfruttare l’offerta di intrattenimenti restando tra le mura domestiche, lontano da occhi indiscreti e garantendosi così quell’anonimato che caratterizza da sempre gli ambienti di gioco.
Ogni attività è provvista di regole a cui i giocatori possono avere accesso liberamente e di bonus per provare nuovi match prima di esporsi economicamente.
Le tecniche di gioco sono del tutto simili a quelle dei giochi tradizionali tranne per l’aspetto digitale, naturalmente. Il poker, più che un gioco d’azzardo è considerato d’abilità, pertanto un buon livello di allenamento può servire ad acquisire esperienza e migliorare le proprie performance.
Come si gioca a poker
In che modo si gioca il poker all’italiana? Si utilizza il mazzo di carte francesi privato dei jolly e il valore delle carte varia a seconda del numero dei giocatori.
Il gioco inizia su invito del mazziere che deposita una somma di denaro nel piatto, la stessa che devono versare i giocatori che intendano partecipare a quel match.
A questo punto, si inizia. Il mazziere, mescolate le carte, fa “tagliare il mazzo” al partecipante alla sua destra, poi distribuisce le carte coperte in senso orario. Cinque per ogni giocatore.
Questa è la fase che vede aprirsi le scommesse perché almeno un giocatore deve fare la sua mossa se in possesso di una coppia di Jack. Diversamente si sostituisce il mazziere, si versa nuovamente l’invito e si stabilisce un’altra sequenza di carte con cui sia possibile avviare il gioco, “aprirlo”. Di solito, si opta per almeno una coppia di Q, due K, due assi.
C’è anche la possibilità di un’apertura al buio, ovvero non con una coppia di carte stabilite, ma in tal caso il giocatore che azzarda una simile mano deve raddoppiare la somma dell’invito che può salire ulteriormente se un altro giocatore dichiara “controbuio”.
Le tattiche sono varie, ma tra le più frequenti spicca l’accomodo dove ogni gamer, digitale o tradizionale, può cambiare da 1 a 5 carte proprie a meno che non sia “servito” cioè si consideri soddisfatto così. Effettuati i cambi richiesti si passa a nuove puntate e si ripetono gli schemi ludici.
Sangue freddo e abilità individuali, in termini di autocontrollo e disciplina, sono denominatori comuni necessari agli utenti dei giochi d’azzardo, che siano online oppure offline.







