Per le giovani generazioni, il nome di Alvaro Vitali potrebbe dire poco o nulla, se non per qualche vago ricordo tramandato in famiglia. I suoi film dedicati al celebre personaggio di Pierino vengono talvolta riposti in scaffali impolverati, affiancati a quelli del commissario Monnezza e ad altre singolari pellicole del cinema trash italiano degli anni ’70 e ’80.
Nonostante ciò, la figura di Alvaro Vitali ha rivestito un ruolo rilevante nel panorama cinematografico dell’epoca. Il celebre personaggio di Pierino, tra i più grandi successi della sua carriera, si è trasformato in una vera icona pop, tanto da approdare persino nell’intrattenimento digitale: non è raro, infatti, trovare titoli ispirati alla commedia all’italiana tra le numerose proposte di slot machine gratis disponibili online, a dimostrazione di un immaginario che continua a vivere ben oltre le sale cinematografiche.
A notarlo per primo fu niente meno che Federico Fellini: all’epoca elettricista di professione, Alvaro Vitali venne scoperto durante un provino per la selezione di comparse dai tratti somatici particolari. Da quel momento in poi, il giovane caratterista romano prese parte a quattro celebri pellicole del maestro riminese:
- Fellini Satyricon (1969)
- I clowns (1970)
- Roma (1972)
- Amarcord (1973)
Fu proprio quest’ultimo film, premiato con l’Oscar al miglior film in lingua straniera, a regalargli una notevole visibilità.
Conclusa la parentesi con Fellini, Alvaro Vitali fu ingaggiato da Mario Monicelli per il film Romanzo popolare (1974). Già nel 1972, inoltre, Roman Polański lo aveva chiamato a recitare al fianco di Marcello Mastroianni nella pellicola Che?.
La sua parabola nel cinema di genere prende il via nel 1975 e si articola idealmente in due periodi principali. La prima fase, che si estende fino al 1980, lo vede impegnato come comprimario in numerose commedie al fianco di interpreti quali Renzo Montagnani, Lino Banfi, Edwige Fenech e Gloria Guida. A questa stagione appartengono titoli celebri come L’insegnante, oltre all’intero filone di pellicole legate ai cicli della liceale, della dottoressa e della poliziotta.
La consacrazione vera e propria del personaggio di Pierino arriva nel triennio tra il 1981 e il 1983. Il clamoroso successo al botteghino giunge con Pierino contro tutti (1981) e il seguito Pierino colpisce ancora (1982), un filone fortunato alimentato anche da opere simili come Pierino medico della S.A.U.B. (1981). Spinto da questo grande riscontro di pubblico, Vitali presta il volto ad altri protagonisti scanzonati in titoli quali Gian Burrasca (1982), Giggi il bullo (1982) e Paulo Roberto Cotechino centravanti di sfondamento (1983).
Verso la metà degli anni Ottanta, con il naturale declino della commedia sexy e delle farse ambientate tra i banchi di scuola, le sue apparizioni sul grande schermo si diradano notevolmente, salvo per la parentesi di Pierino torna a scuola (1990), con cui tentò un rilancio del personaggio.
Negli anni più recenti si è dedicato principalmente alla televisione, partecipando a sporadiche apparizioni e ruoli secondari. Tra questi spicca il divertente cammeo a Striscia la Notizia, dove in uno sketch proponeva una spassosa imitazione di Jean Todt, all’epoca direttore della gestione sportiva Ferrari nel periodo d’oro dei successi di Michael Schumacher alla guida della Rossa.







