“Stanotte ho dormito molto poco, ho aperto gli occhi alle 5 del mattino. Sono momenti tesi ed emozionanti: andiamo verso una sfida molto importante e c’è grandissima attesa. Tutta l’Italia guarderà questa bellissima finale d’andata e di ritorno, Bari e Cagliari sono due piazza da serie A”. È iniziato così l’intervento del presidente della SSC Bari, Luigi De Laurentiis, questa mattina in diretta su Radiobari e Telebari. Il patron biancorosso è in partenza per la Sardegna: questa sera, alle 20.30, si gioca il primo round di un doppio confronto che vale la promozione in serie A.
L’annata. “È stato come guardare un bellissimo film. Le emozioni sono state tante, si è creato un gruppo fantastico che si è fortificato anche con l’arrivo di nuovi giocatori, grazie al buon lavoro del nostro direttore sportivo che ha trovato delle nuove leve che venivano da campionati inferiori, ma che si sono rivelate delle bellissime scommesse. La serie B è una categoria veramente difficile, ci sono proprietà che hanno investito anche più del Bari e che stanno retrocedendo. Consapevoli di queste difficoltà, abbiamo sempre parlato di un programma triennale, poi è andata nel migliore dei modi e adesso ce la giochiamo”.
Partita indimenticabile. “La partita che porto nel cuore è inevitabilmente l’ultima col Sudtirol. L’adrenalina era ai massimi livelli e un’ora dopo il fischio finale avevo ancora addosso i segni di stanchezza e stress. Grande gioia, emozione unica. Diversa rispetto a quella vissuta un anno fa con la promozione in B, ugualmente fortissima. Un aneddoto? Venerdì dopo la partita sono sceso negli spogliatoi per fare i complimenti ai ragazzi e a un certo punto, mentre stavano rientrando dal campo, mi viene incontro Caprile: è un armadio, mi ha alzato a due metri da terra, sembravamo Arnold Schwarzenegger e Danny DeVito nel famoso film. Eppure io non sono poi così basso…”.
Il sold out per il ritorno col Cagliari. “Avevo un obiettivo. Era quello di superare i numeri di Bari-Inter del 1990 con 55.800 spettatori. Quando abbiamo superato in pochissime ore quella soglia, centrando un risultato storico, è stata una grande gioia: bellissimo vedere che si potesse costruire un nuovo record per la categoria, per lo stadio. La soddisfazione più grande è quella che si sia riaccesa una città, in maniera così importante”.
Decaro a Cagliari. “Gli ho detto che doveva venire con noi in ritiro (ride) ed è con la squadra. L’altro giorno, in un terzo tempo organizzato dai miei dopo la partita col Sudtirol, ci siamo ritrovati con l’adrenalina che andava via e ci siamo guardati. Io, Antonio e diversi imprenditori locali. Ci siamo abbracciati. Questa impresa ha riunito un bel gruppo di persone. ‘Siamo fortunati’, ci siamo detti. Se Decaro non ci avesse chiamato, cinque anni fa, avrei perso una grande avventura di vita. Doveva essere un’impresa imprenditoriale, è stata un’esperienza di vita irripetibile, dal punto di vista umano. Anni davvero preziosi, in un territorio bello e ricco come quello pugliese”.
Il popolo biancorosso. “Loro arrivano al cuore – ha concluso il presidente -. Il nostro tifo è il 12esimo uomo in campo. Lo abbiamo visto col Sudtirol, quando con 51mila persone allo stadio ho sentito emozioni fortissime, posso solo immaginare quelle che vivrò domenica quando saremo in 58mila. Andiamo a tifare con tutto quello che abbiamo, dico ai nostri sostenitori, perché farà la differenza. Il rito scaramantico? Un orologio portafortuna, che ovviamente ho portato con me…”.






