L’espressione sconvolta dei familiari, le lacrime dopo la lettura della sentenza. Il primo atto del processo per il disastro ferroviario del 2016 si conclude con l’assoluzione di 14 dei 16 imputati. La colpa per il terribile impatto ricade esclusivamente su Vito Piccarreta, capostazione di Andria, e su Nicola Lorizzo, capotreno del convoglio Andria-Corato, ritenuti dal giudice gli unici responsabili di quello che è stato considerato un mero errore umano.
La tesi sostenuta dall’accusa, lo ricordiamo, era che la responsabilità andasse addebitata anche a chi avrebbe omesso di compiere un investimento da 664mila euro con il quale, su quella tratta, a binario unico sarebbe stato installato il sistema del blocco conta assi, in sostituzione del vecchio blocco telefonico, che avrebbe fatto scattare elettronicamente il semaforo rosso in caso di pericolo alla circolazione dei treni su tutta la rete Corato-Barletta.
Ai vertici di Ferrotramviaria erano contestate una serie di violazioni dei doveri di coordinamento, organizzazione, direzione e controllo. Per l’azienda era stata chiesta tra le altre cose una sanzione amministrativa di oltre 1 milione, con la revoca di autorizzazioni, licenze e concessioni per l’esercizio dell’attività (fra cui il certificato per la sicurezza) per un anno. Tutte accuse ritenute insussistenti dai giudici. Tra gli assolti anche il capostazione di Corato. Il disastro ferroviario del 12 luglio 2016 provocò 23 morti e 51 feriti, con una cicatrice indelebile per la Puglia.






