La Regione Puglia ha approvato la delibera che stabilisce gli indirizzi operativi per l’erogazione del contributo economico per sostenere i percorsi della procreazione medicalmente assistita. Sono stati stanziati 1,5 milioni per il 2023, stessa cifra anche per il 2024 e il 2025.
Le risorse sono state ripartite alle Asl sulla base della percentuale della residenza delle donne che hanno partorito nel 2022. Possono accedere al contributo le coppie in possesso dei requisiti previsti, in particolare, viene precisato in una nota della Regione Puglia “le donne di 46 anni (fino al compimento di 47 anni, purchè la procedura sia stata avviata a 46 anni)”. La domanda potrà essere presentata alla Direzione generale della Asl di appartenenza entro e non oltre sei mesi dalla data dell’intervento, nella misura di 500 euro per ciascun percorso di Pma che si avvalga di tecniche di I livello; 1000 euro per ciascun percorso di Pma che si avvalga di tecniche di II e III livello, e comunque nella misura massima di due percorsi per coppia.
Il nucleo familiare dovrà avere Isee in corso di validità al momento della domanda di accesso al contributo non superiore a 30 mila euro. Il contributo potrà essere concesso alle coppie previa presentazione di rendicontazione delle spese sanitarie sostenute. “Grazie a questo contributo – dichiara l’assessore al Welfare Rosa Barone – la procreazione medicalmente assistita non sarà più solo un privilegio per le coppie che possono permetterselo. Una misura di civiltà, perché tutti devono avere uguali possibilità di accedere al percorso”. “Fa parte del programma regionale – spiega l’assessore alla Sanità, Rocco Palese – ridurre i divari di accesso all’assistenza. Il prossimo passo sarà quello di potenziare il servizio pubblico in tutti i territori, per ridurre i tempi di accesso e garantire una qualità omogenea”.







