Prova preselettiva per il ‘Tfa’ con domanda a doppia risposta corretta. E no, non era una domanda a trabocchetto. Il Tfa o Tirocinio Formativo Attivo è un corso universitario di abilitazione all’insegnamento su posti di sostegno nelle scuole secondarie. Ogni anno vengono svolte delle prove atte a selezionare gli idonei alla frequentazione del corso. Il 7 luglio si è svolta all’Università di Foggia la prova preselettiva per l’accesso al Tfa nella scuola secondaria di II grado 2023. Prova nella quale, a seguito di alcune segnalazioni arrivate a Cineca (la piattaforma che genera i quiz per il concorso), la stessa ha comunicato alle università la presenza di una domanda in cui risultavano corrette due risposte tra le opzioni date.
Considerando corrette entrambe le opzioni di risposta, l’università di Foggia ha rettificato il risultato ricalcolando i punteggi: nella nuova graduatoria il voto minimo è considerato 21,5/30 e tutti coloro i quali erano risultati ammessi con 21 sono stati bocciati. La rettifica è arrivata a pochi giorni dalla data stabilita dall’università di Foggia per la prova scritta, prevista per il 26 luglio. Numerosi i ragazzi imbattutisi nella domanda “sfortunata”: più di duecento inizialmente promossi hanno visto la loro sorte cambiata in poco tempo. Subito è partita la mobilitazione. “Siamo stati buttati fuori per un errore commesso da CINECA e dall’università: è una situazione incresciosa”, dicono.
I ragazzi bocciati protestano perché la decisione dell’università di Foggia differirebbe da quanto previsto da bando, in cui si legge: “il test preselettivo è costituito da 60 quesiti, ciascuno formulato con cinque opzioni di risposta, fra le quali il candidato deve individuare l’unica esatta”. Una decisione unica per l’università di Foggia – spiegano gli aspiranti corsisti – visto che le altre università avrebbero mantenuto gli idonei ammessi con 21 dalla prima graduatoria. Gli esclusi dalla nuova graduatoria protestano. “Abbiamo investito tantissimo in questa prova. E non si tratta soltanto denaro, tempo, fatica o dello studio durante un periodo così caldo. Alcuni di noi hanno affrontato un viaggio molto lungo per partecipare a questo concorso, altri hanno lasciato il lavoro per una prova nella quale credono”.
Il malcontento è generale e i partecipanti alla prova affermano di sentirsi demoralizzati. “È assurdo che l’università, in una prova per l’insegnamento del sostegno che dovrebbe basarsi proprio sull’inclusione, decida di far fuori tanti ragazzi”. Dall’Università di Foggia risponde il professore Luigi Traetta, direttore del corso Tfa. “I due strumenti che abbiamo quando formuliamo la graduatoria della prova preselettiva sono i risultati che Cineca ci fornisce, risultato di una elaborazione dei questionari, che fornisce una graduatoria che noi andiamo a validare. Il secondo strumento fondamentale al pari del primo è il decreto ministeriale che istituisce i corsi Tfa sostegno e che dice in maniera esplicita, come precisato nel nostro bando, che vengono ammessi alla prova preselettiva un numero doppio di candidati rispetto ai posti disponibili, più gli ex aequo. Noi abbiamo applicato alla lettera sia la nuova graduatoria fornita da Cineca a seguito della domanda con doppia opzione corretta, ma abbiamo anche rispettato anche il decreto ministeriale per il quale non potevamo ammettere più del doppio dei posti che ci sono stati concessi dal ministero, ossia 550”.
Il professore Traetta specifica che per la prova preselettiva non è stabilito alcun punteggio minimo per passare, ma che gli idonei alle successive prove risultano tali in base ai criteri sopra citati. Una scelta risultata “obbligata – dichiara il professor Traetta – dall’applicazione corretta dello strumento Cineca incrociato con quanto stabilito dal decreto ministeriale” e che “sfortunatamente, nel caso della nostra università di Foggia, al ricalco della graduatoria ha visto esclusi tutti coloro che avevano punteggio 21 poiché in esubero rispetto al doppio dei posti disponibili per il corso Tfa”.








