Oltre due ore e mezza di musica e balli, in un viaggio temporale lungo quasi 30 anni tra le canzoni dai capelli un po’ brizzolati e quelle più giovani contenute nell’ultimo album. Questo e molto altro, ieri sera a Corato, è stato il concerto di Daniele Silvestri: un evento gratuito organizzato dall’amministrazione del sindaco Corrado De Benedittis – anche lui in piazza Cesare Battisti, tra migliaia di fan del cantautore romano – come ‘fuori programma’ della tre giorni, più uno, di festa patronale dedicata a San Cataldo.
Argentovivo in testa, Cohiba in coda. In mezzo tutto il resto. Dalla magia di Occhi da orientale all’energia di Salirò, da La Paranza a Le cose in comune. E ancora L’uomo col megafono, “la prima canzone che ho cantato davanti a tante persone, anche se non erano tutte lì di fronte a me”, ha detto Silvestri, che nel 1995 portò il brano a Sanremo. Immancabile il divertito coinvolgimento del pubblico su Testardo. Grande emozione per Cara, omaggio all’indimenticabile Lucio Dalla.
Particolarmente emozionate anche il momento in cui il cantautore ha ricordato Renato Vicini, interprete LIS che con Silvestri andò a Sanremo, venuto a mancare lo scorso anno dopo aver combattuto contro una malattia. “Un onore averlo affiancato nella sua battaglia, vinta – ha sottolineato l’artista dal palco -, per il riconoscimento della Lingua Italiana dei Segni”. All’amico Renato, quindi, Silvestri ha dedicato il brano A bocca chiusa.






