La Prima Sezione della Corte di Cassazione, nella giornata di mercoledì 11 ottobre, ha annullato con rinvio alla Corte d’Appello la sentenza di condanna a 7 anni di reclusione del boss Domenico Conte, dell’omonimo clan egemone nella città di Bitonto. La decisione si inserisce in un filone del maxi-processo “Pandora”, che nel 2018 portò alla luce oltre un decennio di affari tra i clan baresi Capriati e Diomede e Conte-Cassano di Bitonto.
Il rinvio al secondo grado di giudizio è stato riferito “limitatamente all’applicazione della misura di sicurezza”. Altri rinvii sono stati decisi dalla Suprema Corte per parti di sentenza relative alla condanna di Giuseppe Antuofermo, a cui erano stati inflitti 10 anni e 4 mesi, e di Francesco Rizzi, che avrebbe dovuto scontare 5 anni di carcere. Rigettati o ritenuti inammissibili i ricorsi di altri sette imputati.
L’attività investigativa dei pm antimafia Lidia Giorgio e Renato Nitti, che coordinarono l’azione dei Carabinieri, portò alla luce intrecci tra la malavita organizzata della Terra di Bari ed altri sodalizi criminali pugliesi, con varie ramificazioni e contatti perfino con la ‘ndrangheta calabrese, Cosa nostra e frammenti di Camorra napoletana.








