Era un manager di successo e lavorava tutto il giorno, ma poi il cancro gli ha cambiato la vita. Questa è la storia di Alfio Ottino, 59enne originario di Lecce, che è riuscito a sconfiggere il tumore ed essere qui oggi, a raccontarci la sua rinascita. “Lavoravo praticamente tutto il giorno – ci confida – trascuravo affetti e familiari. Non lavoravo per vivere, ma vivevo per lavorare”. È così che Alfio inizia a parlarci di sé, sino ad arrivare a poco più di un anno fa, quando il mondo sembrava stesse per crollargli addosso. “Poco più di un anno fa – ci dice commosso – ho scoperto di avere un tumore allo stomaco, che doveva essere operato d’urgenza. Lì, anche se per qualche istante, ho visto il mondo crollare su di me”.
Alfio ci dice che, durante la settimana che precedeva l’intervento, ha “fatto la vita di sempre, lavorando come prima e mantenendo la routine”. Poca la paura che albergava in lui, perché come ci dice “ho capito che ormai avevo quel male e che disperarmi o abbattermi non sarebbe servito. L’ho semplicemente accettato”. Ad Alfio viene asportata una parte di intestino. Inizia la parte più difficile del percorso: la chemio. “Facevo la chemioterapia più volte al mese. Prendevo – ci racconta – varie pillole ogni giorno, come da terapia. E’ stato terribile. La chemio, oltre agli effetti collaterali ben noti, come la perdita di capelli, causa anche altro. Ero apatico, non volevo far nulla, mi chiudevo in casa e in me stesso”. Forza, caparbietà ed un pizzico di fortuna hanno permesso ad Alfio di guarire e poter iniziare una vita nuova.
“Devo la guarigione – ci dice – all’amore della mia famiglia e alla mia forza, ma anche e soprattutto alla professionalità dei medici della clinica Città di Lecce Hospital, del professor Corrado Manca e dei dottori del Vito Fazzi di Lecce, senza di loro non so se sarei qui”. Una volta sconfitto il male, Alfio si è reso conto che il lavoro non è l’unica cosa che conta, anzi. Dopo aver affrontato tumore e chemio, infatti, ha iniziato a lavorare part-time, dedicando più tempo alla sua famiglia e a se stesso. “La mia vita è cambiata grazie al tumore, anzi me l’ha rivoluzionata – dice il manager carico di gioia ed emozione – Ho iniziato a lavorare part-time, a usare i mezzi pubblici, a fare lunghe camminate. A dedicare più tempo a mia moglie e mio figlio Damiano, che rappresentano ciò che davvero conta nella mia vita”.
Tutto questo non bastava. Come poteva aiutare chi stava vivendo ciò che lui aveva superato, uscendone vincitore? Come avrebbe potuto, nel suo piccolo, cambiare il mondo? Detto, fatto. “A un certo punto ho deciso di voler fare qualcosa, così ho creato Life”. Life è un brand di magliette, bracciali e tanto altro ancora, creato da Alfio grazie all’aiuto di una sua amica artista e a quello di un amico, con lo scopo di finanziare la ricerca contro il cancro. “Le prime magliette prodotte sono state vendute tutte in mezza giornata. E’ stato fantastico, sinceramente non me l’aspettavo». Da quest’attività Alfio e i suoi collaboratori non guadagnano nulla: il ricavato, spese escluse, viene interamente donato all’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro. Un’avventura iniziata con mille dubbi, ma che ora, pur non donando nulla a livello economico al suo creatore, regala qualcosa di ancora più prezioso: la consapevolezza di stare aiutando materialmente chi sta affrontando la grande battaglia contro il cancro. Life, col passare dei mesi, è diventato anche un podcast in cui Alfio, intervistando personaggi pubblici ed esperti in vari settori, cerca di cambiare la vita alle persone.
“Quando ti rendi conto – dice – che la vita è davvero un soffio, capisci ciò che conta. Questo è quello che cerco di far comprendere a chi mi segue”. Alfio ci saluta con un messaggio di speranza per chi ha un tumore, che è al contempo una massima fatta totalmente sua e su cui, adesso, basa la sua vita. “Ricordatevi – conclude – che non siete la vostra malattia. Siate forti, riuscirete a battere ciò che in questo momento sembra più grande di voi. Eppure, più grande di un essere umano determinato a sconfiggere il cancro e dare un nuovo senso alla propria vita, non c’è nulla”.








