Una piccola sede per ripartire più forti e più determinati di prima. Il teatro Duse riapre dopo due anni dalla chiusura della vecchia sede in via Cotugno. Riapre in via Carulli 80, alle porte del quartiere Madonnella, lì dove una volta c’era un negozio di casalinghi. Niente più scaffali con detersivi e articoli per la casa ma un palco e 65 posti a sedere, mantenendo (anche se in misura ridotta rispetto al passato) quell’atmosfera di teatro cittadino dove gli artisti locali hanno il potere di esprimere la propria arte e saggiare la risposta del pubblico.
Questo grazie a Mia Fanelli, fondatrice del teatro e da sempre determinata a mantenere in città un presidio di cultura, andando controcorrente rispetto alle chiusure che hanno caratterizzato la strada che costeggia la caserma Picca. E per ora la risposta, almeno per l’attesa della nuova struttura, c’è stata. Partita a giugno la campagna abbonamenti in pochi giorni c’è stato il sold-out: “Eravamo tutti affezionati al vecchio teatro e anche il pubblico lo era. – fanno sapere dall’organizzazione del teatro – Grazie a Dio i vecchi abbonati, quelli che da 15/20 anni sono sempre stati presenti nelle stagioni teatrali, hanno seguito la signora Fanelli e infatti la notizia si è sparsa a macchia d’olio. Nel quartiere sono arrivate una sessantina di persone per chiederci info su abbonamento e programmi. Il quartiere è davvero entusiasta. Normalmente programmiamo gli spettacoli dal giovedì alla domenica ma visto l’andamento delle vendite possiamo pensare allungare dal martedì alla domenica”.
Nel 2022, infatti, il teatro chiuse e il proprietario mise in vendita l’immobile. Due anni da giramondo come la stagione invernale 2022-2023 nell’auditorium Moscati della chiesa di San Sabino, poi l’occasione di ricostruire un pezzo di storia in via Carulli.
Il primo spettacolo è previsto per i primi giorni di novembre e già si prevede un’ottima affluenza di pubblico, in un teatro che lascia spazio ad ogni genere: “In programma c’è prosa, commedia brillante, così come gli spettacoli d’autore. C’è tanta versatilità. Ma soprattutto è un teatro che da la possibilità alle compagnie di rodare lo spettacolo e vedere come risponde il pubblico. Ed è l’unico teatro di Bari a farlo”.






