L’abbandono di rifiuti ingombranti diventa un reato e prevede multe fino a 10mila euro. Ad annunciarlo è il sindaco di Bari, Antonio Decaro. “Fino a qualche giorno fa l’incivile beccato a scaricare ingombranti per strada rischiava ‘solo’ una sanzione amministrativa di poche centinaia di euro – scrive in un post – Oggi invece, finalmente, la norma è cambiata: l’abbandono dei rifiuti è diventato un reato ed è punito con l’ammenda da mille a diecimila euro. Se l’abbandono riguarda rifiuti pericolosi, la pena è aumentata fino al doppio”.
Da gennaio a settembre di quest’anno sono state elevate a Bari 523 sanzioni, solo per l’abbandono di ingombranti. Una pratica che non solo danneggia il decoro della città ma che è anche pericolosa per il rischio di scatenare incendi lungo la viabilità nelle zone più periferiche. “È mio dovere continuare a ricordare che basterebbe utilizzare il servizio Amiu di ritiro specifico per questo tipo di rifiuti o recarsi nei centri di raccolta presenti in varie zone della città, e sapete quanto io sia testardo nel voler provare a sensibilizzare tutti al rispetto delle regole – continua Decaro – Ma davanti alle immagini che ogni giorno passano sotto i nostri occhi e che pubblicate sui social network, credo non ci sia rimedio contro l’inciviltà più becera, di chi abbandona i rifiuti per strada come se la città fosse una discarica e, soprattutto, di chi pensa di sentirsi assolto perché si affida a persone che, per pochi euro, si occupano dei loro traslochi o di buttare via il vecchio arredamento per fare spazio a quello nuovo. E poi magari sono le stesse persone che si lamentano della città sporca. Quando chiamate uno ‘svuota cantine’, ricordatevi che state sicuramente per insozzare la città con i vostri rifiuti”.
“Spero che almeno la paura di commettere un reato e di pagare fino a 10mila euro di multa vi faccia riflettere e vi faccia scegliere di avere comportamenti più civili – conclude Decaro – Noi baresi amiamo la nostra città e non è giusto dover vivere in strade ridotte così per pochi sporcaccioni”.








