Sarà rimpatriata nella serata di oggi in Albania la salma di Renato Mehmeti, l’operaio di 44 anni residente da tanti anni ad Altamura, morto nel tragico incidente avvenuto lunedì pomeriggio sulla Statale 96 all’altezza di Palo del Colle. Domani a Fier, la sua città natale, saranno celebrati i funerali. Ed i familiari chiedono alla Procura di fare piena luce sull’accaduto.
Lunedì il 44enne, che lavorava per conto di un’impresa edile di Altamura, stava rientrando da una giornata di lavoro e viaggiava sulla SS96 come passeggero su un furgone aziendale Iveco condotto dal suo titolare e con altri due colleghi a bordo. All’altezza di Palo però, stando a quanto ricostruito, il conducente si sarebbe fermato per controllare il carico del mezzo sul cassone che dava dei problemi: avrebbe accostato il veicolo completamente sulla destra e tutti gli occupanti sarebbero scesi per verificare il carico, restando sempre sul ciglio della strada.
È stato allora che, nello stesso senso di marcia, è sopraggiunta la Passat di un 60enne di Palo che, per cause al vaglio dei carabinieri e che saranno oggetto dell’inchiesta della magistratura, ha investito con la parte anteriore destra della macchina il povero Mehmeti, scagliandolo a diversi metri di distanza: un impatto tremendo che non ha lasciato scampo all’uomo, deceduto praticamente sul colpo con i soccorritori non hanno potuto fare nulla se non constatarne il decesso.
La Procura di Bari, come da prassi, ha aperto un procedimento per l’ipotesi di reato di omicidio stradale a carico del conducente della Passat. Senza disporre l’autopsia sulla salma, essendo evidente che la morte sia stata dettata esclusivamente ai gravissimi politraumi riportati nell’impatto con l’auto e poi nella rovinosa ricaduta a terra. Dopo la ricognizione esterna effettuata il 5 dicembre dal medico legale nell’obitorio del cimitero di Altamura, quindi, c’è stato il nulla osta per la sepoltura, consentendo così ai familiari di predisporre tutto per il rimpatrio e le esequie.
“Renato Mehmeti ha lasciato in un dolore immenso la moglie Nertila e un figlio di soli 16 anni, nato peraltro ad Altamura, i quali ora chiedono con forza che si faccia piena luce sui tragici fatti e sulle responsabilità”, spiegano dallo Studio3A-Valore, società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini. Studio3A, con l’avvocato Aldo Fornari del foro di Bari, ha dunque acquisito tutta la documentazione disponibile sul sinistro e incaricato l’ingegnere cinematico Pietro Pallotti di valutarla “con l’auspicio che anche il Sostituto Procuratore voglia disporre una consulenza tecnica ad hoc per accertare per l’appunto la dinamica, le cause e le responsabilità del fatale incidente”.







