Nasce a Bari in via Quintino Sella 246, Bottega Fine Art, il nuovo contenitore culturale che ha lo scopo di dare risalto a fotografi e artisti locali, attraverso mostre, workshop e incontri formativi. Il progetto è il risultato di una forte collaborazione tra il fotografo paesaggista Pino Di Lecce e l’associazione culturale TerraNova, guidata da Rossella Mazzotta. Il primo si occupa della produzione di stampe fotografiche digitali di altissima qualità su carte pregiate; l’associazione, invece, cura e organizza le mostre di artisti locali e nazionali, i laboratori e i corsi di formazione. La sede, inaugurata da poco più di un mese, costituita da ampi spazi polifunzionali e sala pose, rappresenta un’importante occasione per valorizzare non solo il territorio, ma anche tutti i fotografi professionisti locali che non hanno la possibilità di esporre in città.
“L’idea è quella di creare collettività intorno all’arte fotografica in tutte le sue forme – dichiara Pino Di Lecce a Telebari- con l’obiettivo di dare uno spazio espositivo agli artisti baresi che non sempre hanno la possibilità di esporre a livello locale. Con questo luogo, finalmente, si avrà la possibilità di proporsi e di esporre in maniera collettiva. Sono presenti una stanza espositiva, una legata agli incontri, ai corsi e ai laboratori fotografici, poi c’è un’altra zona dedicata alla produzione di stampa fine art e, infine, la sala pose. Quest’ultima ha anche la possibilità di essere noleggiata per altri fotografi professionisti, mentre la sala espositiva sarà dedicata non solo alla fotografia, ma anche al disegno e alla pittura”. Bottega Fine Art nasce, principalmente, come laboratorio per la produzione di stampa fine art, termine utilizzato per indicare stampe fotografiche, non tradizionali, realizzate su carte pregiate di altissima qualità. “Questa tipologia di tecnica – prosegue Pino Di Lecce- nel settore artistico prende anche il nome di stampa Giclée, neologismo che descrive il processo di stampa professionale su carta o tela di opere d’arte digitali. Attualmente ricevo richieste da tutta Europa, ma il mio scopo è coinvolgere anche i baresi. Abbiamo carte di alto valore come quella Awagami, ovvero cartine giapponesi realizzate a mano con il cotone e inserti di gelso e bambù, molto particolari per il settore artistico. Inoltre, siamo anche consulenti per tutti coloro che vogliono intraprendere progetti importanti”.
Grande successo già con la prima esposizione, inaugurata dalle sorelle Livia e Veronica Favia, fotografe professioniste baresi, con inaspettata curiosità da parte del pubblico. “Organizziamo eventi ed esposizioni collettive che mirano allo scambio culturale tra artisti diversi – racconta Rossella Mazzotta, presidente dell’associazione TerraNova, a Telebari – Abbiamo inaugurato da poco e, sin da subito, abbiamo notato molta partecipazione. Le prime ad esporre sono state le fotografe, Livia e Veronica Favia, molto conosciute sui social che, prima di allora, con difficoltà riuscivano ad esporre in città. Adesso ci stiamo organizzando per altre esposizione di artisti talentuosi, tra cui la fotografa barese Cinzia Petitti, avvocato di professione. La sua mostra sarà incentrata sulla fotografia mossa, attraverso l’uso della tecnica ICM (Intentional, Camera Movement). Seguiranno poi importanti eventi di divulgazione, tra cui in programma anche un evento sull’utilizzo improprio delle fotografie sul web e non solo”.
L’associazione culturale TerraNova da sempre è impegnata nella divulgazione della cultura artistica, mettendo al centro tematiche sociali. “Per noi dell’associazione è importante mettere in risalto anche tematiche di interesse sociale – conclude Rossella Mazzotta – la mostra delle sorelle Favia è stata, infatti, un’opportunità per riflettere sulla violenza contro le donne, attraverso la fotografia locale. Vogliamo mettere al centro sia gli artisti baresi sia il territorio con le sue peculiarità, attraverso mostre sui paesaggi e sulla città metropolitana. Finalmente realizziamo il sogno di avvicinare le persone alle bellezze che più ci contraddistinguono, con in primo piano la fotografia locale”.














