Da una media di spesa annuale di meno di 6 milioni di euro, a un piano triennale da 100 milioni. “Il Pnrr è stata un’iniezione positiva, con un impegno massiccio di risorse che però è improvvisamente pervenuto sulle stesse strutture tecniche che prima gestivano somme molto ridotte, senza avere ricevuto i necessari rinforzi”. A fare il punto su cantieri e lavori nelle scuole a Bari e provincia è Marco Bronzini, delegato della Città metropolitana di Bari per l’edilizia scolastica, intervenuto nel nostro Tb Talk dedicato alla scuola (di cui vi proponiamo in apertura uno stralcio: la puntata integrale qui).
“La Città metropolitana di Bari mediamente aveva un impegno di spesa dai 4 ai 5 milioni all’anno, massimo 6 con il calore – spiega Bronzini – Quest’anno abbiamo 100 milioni per il piano triennale e per le opere messe in campo, di cui 40 da bilancio dell’ente. Un investimento di cui andare particolarmente orgogliosi”. Come tutti i cantieri finanziati dal Pnrr, però, anche quelli legati all’edilizia scolastica sono affidati alla progettazione delle strutture tecniche degli enti locali, che – già con personale risicato – non hanno ottenuto sufficienti rinforzi, nonostante la mole di lavoro, per giunta aggravata dall’emergenza Covid.
Bronzini, inoltre, spiega che il Pnrr non finanzia direttamente gli interventi di efficientamento energetico e manutenzione straordinaria, che rappresentano però i casi più pressanti. “Il distacco dell’intonaco, il cosiddetto ‘sfondellamento’, è uno dei problemi più diffusi e comporta grande allarmismo, talvolta perfino la chiusura delle scuole interessate – è un esempio citato da Bronzini – ed è causato della dilatazione dei cuscinetti d’aria tra strati di intonaco accumulati negli anni”. Molti, troppi, ‘rattoppi’ eseguiti nei decenni, su plessi anche centenari. “Ora stiamo facendo analisi termiche, ma per usare i fondi Pnrr per l’efficientamento energetico occorre prima fare la verifica della vulnerabilità sismica e l’adeguamento sismico delle strutture se necessario”, continua Bronzini. Facile immaginare quanto l’iter diventi complesso e costoso: solo per il Marconi di Bari, dice Bronzini, sono stati stanziati 7 milioni di euro, perché quando si parla di “adeguamento sismico le somme lievitano”.
Bene il Pnrr, dunque, ma occorre razionalizzare le risorse e non dimenticare le emergenze. “Per non parlare degli interventi nelle scuole in locazione o leasing – conclude Bronzini – Spero di portare avanti il mio piano di costruzione di nuove scuole, anche accendendo mutui”.






