“Auguro ai miei figli di non fare la vita di sacrifici che ho condotto io; dico sempre loro che se un domani dovesse arrivare un’offerta di vendita allettante per il nostro ‘Bar moderno’, devono assolutamente valutarla e mettere da parte il cuore!”. A parlare, con un velo di amarezza e la franca consapevolezza dell’evoluzione dei tempi, è Vito Scalera, proprietario della storica gran pasticceria “Bar Moderno” a Poggiofranco, presidente Fipe Bar Confcommercio Bari. Scalera commenta a Telebari le voci che da giorni si rincorrono in città, in merito alla presunta vendita dello storico bar, punto di riferimento per generazioni di baresi. “Il mondo del commercio sta cambiando – prosegue l’esercente – . Siamo fagocitati dalle catene e dai franchising anche nel settore della ristorazione. Inoltre, manca ormai la manodopera ed è difficile trovare gente che voglia lavorare nel weekend o durante le festività. E non si dia la colpa allo sfruttamento, perché non esiste, almeno da noi”. Vito ci parla di uno spaccato del mondo del food e dell’artigianalità in crisi anche a Bari: spiega a Telebari come il suo locale, da sempre sulla cresta dell’onda e che a breve dovrebbe avere dalla Camera di Commercio un riconoscimento come ‘azienda storica’, non sia affatto in vendita, smentendo così le voci che circolano e spuntano a periodi alterni in merito alla chiusura del bar o al cambio gestione.
Eppure, il proprietario ci confida che se in futuro qualcuno volesse investire del denaro e proporgli una cifra consistente, ci penserebbe e potrebbe scegliere di cedere l’attività. Una decisione che sarebbe dovuta alla sua stanchezza fisica e alla situazione “comatosa” in cui versa il commercio del capoluogo di regione, che vede a poco a poco abbassarsi le saracinesche di negozi importanti come Asselta, in via Argiro, e piccole attività di quartiere. “I medici mi hanno detto che devo rallentare, ma questo posto è tutta la mia vita – continua Scalera – ciò non toglie che da padre vorrei che i miei figli, ancora giovani, non si ritrovino a dover portare avanti questa attività nel marasma di un commercio che non guarda più alla qualità, alla località e genuinità, ma alla quantità e alla spersonalizzazione”. Inutile dire che sarebbe doloroso vedere chiudere i battenti di questo locale storico, punto di riferimento per intere generazioni dall’ora della colazione all’aperitivo, e luogo di culto dei tifosi biancorossi prima e dopo la partita del Bari.






