Le prime ‘zone 30’ sono vicine al quarto compleanno: nel 2020, infatti, dal Murattiano a Santo Spirito, passando per Madonnella e Libertà, il Comune ha lanciato la sperimentazione per rallentare la corsa folle delle auto abbassando i limiti di velocità consentiti. Le prossime saranno invece istituite a breve: velocità massima di 20 o 30 chilometri orari per la litoranea del Quinto Municipio, San Pasquale, San Paolo e Torre a mare. Anche Bari ha le sue strade con traffico ‘moderato’. Nei giorni in cui impazza il dibattito nazionale, dopo la scelta di Bologna di diventare ‘Città 30’ e la polemica del ministro ai Trasporti Matteo Salvini, dal Comune arriva una fotografia dei progetti sulla viabilità a Bari.
DECARO E IL DIBATTITO NAZIONALE
“Valuteremo col governo sui limiti di velocità. Priorità alla sicurezza delle persone”, è stato il commento di Antonio Decaro da presidente dell’Anci. A proposito della direttiva emanata dal Ministero sui limiti di velocità nelle strade urbane, Decaro ha ribadito che “la sicurezza di pedoni, ciclisti e automobilisti è da sempre la priorità assoluta di tutti i sindaci, che sono i più titolati a valutare le diverse situazioni locali, le esigenze della mobilità e quelle legate alla sicurezza dei cittadini”. “Da molti anni – ha continuato Decaro – d’intesa con tutti i livelli istituzionali a cominciare dal Mit svolgiamo opera di convincimento sull’importanza di rispettare le regole della strada, e sulla correlazione diretta che c’è fra la sicurezza di pedoni e ciclisti e la velocità del traffico automobilistico. Pensiamo che sia molto importante continuare a collaborare nel sensibilizzare i cittadini e siamo fiduciosi che si troveranno insieme le soluzioni migliori”. Oggi è previsto un incontro tra Decaro (Anci) e Salvini, per discutere della direttiva con cui il ministero ribadisce che l’introduzione di deroghe rispetto al limite generale dei 50 chilometri orari vale solo per aree delimitate, valutate caso per caso.
LE ZONE 30 A BARI
Bari ha già le sue zone 30, 20 e perfino 10: sulle traverse di via Sparano, per esempio, non si può superare il limite di 10 chilometri orari. L’elenco è lungo. Su totali 50 chilometri quadrati di superficie del centro abitato, quasi 7 sono (o saranno a breve) a velocità moderata. Le zone 30 già esistenti si concentrano nei quartieri Libertà, Murat, Umbertino, Madonnella, San Cataldo, centro storico e Santo Spirito, tutte nate nel 2020. L’anno successivo, nel 2021, è stata la volta della zona 167 a Palese, mentre nel 2023 è toccato a Carbonara, Ceglie e Loseto. Nella lista dei nuovi limiti 20 e 30 da istituire a stretto giro, ci sono la litoranea di Palese e Santo Spirito, San Pasquale, San Paolo e Torre a Mare.
LA POLEMICA SULLE CORSE FOLLI
L’istituzione delle zone a traffico rallentato è da più parti invocata per risolvere il problema delle strade che diventano pista da rally, dal lungomare ai viali di Poggiofranco, a via Mazzitelli. Solo ieri l’ultimo incidente all’altezza del Grande Albergo delle Nazioni ha sollevato centinaia di messaggi di protesta: un pedone è stato investito e decine di cittadini hanno scritto alla redazione di Telebari, chiedendo a gran voce un intervento radicale contro le corse folli delle auto in città.







