Dieci anni di reclusione sono stati inflitti dal Tribunale di Bari all’ex amministratore unico della Ferrovie Sud Est Luigi Fiorillo, imputato nel processo sul crac da 240 milioni di euro della più importante società del trasporto pubblico pugliese. Condannati rispettivamente a quattro anni l’avvocato Angelo Schiano, ritenuto amministratore di fatto, e Francesco Paolo Angiulli, ex dirigente del settore investimenti. Quattro anni e sei mesi per Ferdinando Bitonte e due anni per l’avvocato Nicola Dicosola. Questi ultimi quattro imputato rispondevano di alcuni episodi di distrazione e dissipazione di somme. Otto gli assolti.
“Le mie condotte che sono state ineccepibili come amministratore”, aveva dichiarato Fiorillo in aula poco prima che i giudici si ritirassero in camera di consiglio per emettere la sentenza. Nel corso della sua requisitoria, il procuratore capo Roberto Rossi aveva spiegato che fra il 2004 e il 2015 le Ferrovie Sud Est sono state sottoposte a «un vero e proprio saccheggio». L’accusa aveva invocato pene dai 12 ai tre anni per gli utilizzatori finali delle consulenze d’oro elargite dalla società. La Procura ha espresso soddisfazione per la sentenza emessa, avendo il Tribunale riconosciuto la sussistenza del reato contestato di bancarotta fraudolenta così come formulata nella ipotesi accusatoria






