Un elenco manoscritto, con ben 264 nominativi, con affianco particolari annotazioni. Secondo gli investigatori si tratterebbero di “sostanziali elettori”, “di fatto schedati – si legge nel provvedimento – contattabili in occasione della campagna elettorale per le ultime regionali del settembre 2020. L’elenco è stato trovato a seguito di una perquisizione fatta nei confronti di Nicola Lella, ex assessore alla Polizia Locale del comune di Grumo Appula, arrestato nel 2021. Accanto ai nominativi era scritto alternativamente il nome di Sandro o Anita, che gli inquirenti identificano in Alessandro Cataldo e sua moglie Anita Maurodinoia.
L’elenco in questione è stato poi confrontato con un secondo elenco, recuperato in un cassonetto della nettezza urbana, in via San Giorgio, a Bari. Secondo gli inquirenti lo avrebbero gettato due indagati. Composto da 9 fogli, conteneva 229 nominativi, con accanto numero di telefono e residenza. I nomi in comune fra i due elenchi sono in tutto 55. “Gli esiti della comparazione – scrivono i pubblici ministeri – mostravano numerose ed inequivocabili convergenze afferenti al modus operandi utilizzato per reclutare elettori compiacenti”.
Nell’ordinanza si fa riferimento all’escussione di un padre e una figlia di Grumo Appula, sentiti nel 2020. Entrambi hanno riferito di essere stati contattati telefonicamente da una voce femminile, una settimana prima delle elezioni, per dare la loro eventuale disponibilità a fare i rappresentanti di lista per conto di Nicola Lella. Entrambi si sarebbero poi recati al comitato, per consegnare i documenti e ricevere indicazioni sui voti da attribuire: Lella alle comunali e Maurodinoia alle regionali, venendo remunerati con 50 euro a testa. Padre e figlia hanno poi dichiarato di non sapere “come avessero fatto gli autori della corruzione – si legge nel provvedimento – ad ottenere i loro recapiti telefonici atteso che prima di allora non avrebbero mai visto e conosciuto Lella. Quest’ultima circostanza rende l’idea su come gli associati de quibus già molto tempo prima delle elezioni debbano essersi attivati massicciamente per acquisire illecitamente dati personali e i numeri telefonici di quanti più possibili cittadini da contattare all’occorrenza al fine di comprare il loro voto”.






