Sarà interrogato lunedì mattina dal gip Angela Paola De Santis Alessandro Cataldo, marito dell’ex assessore regionale Anita Maurodinoia finito ieri agli arresti domiciliari con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione elettorale. Oggi alle 14 , invece, toccherà ad Armando De Francesco, ritenuto braccio destro di Cataldo e come lui ai domiciliari, ex consigliere della prima circoscrizione di Bari per Sud al Centro. “Il ruolo di Cataldo – scrivono i pubblici ministeri – emergeva in maniera preponderante in quanto egli esprimeva pareri politici, dettava le linee strategiche, decideva alleanze e coalizioni nell’ambito delle dinamiche politiche regionali e locali”. Gli inquirenti lo dipingono come una persona interessata a mantenere e collocare propri uomini nelle varie amministrazioni. Dalle indagini sarebbe emersa anche quella che viene definita una gestione clientelare dei lavori di asfaltatura delle strade di Triggiano, con scelta di quelle da asfaltare in funzione del soggetto che ne avrebbe beneficiato: tra questi emerge anche Cataldo, poiché i lavori vennero effettuati proprio sulla strada dove si trova l’abitazione in cui vive con la Maurodinoia.
Gip: ‘Cataldo sapeva di essere intercettato’
Sandro Cataldo sapeva di essere intercettato e aveva adottato degli accorgimenti per evitare l’ascolto della polizia giudiziaria. E’ quanto emerge nell’ordinanza di custodia cautelare. I carabinieri, annota il gip, “riscontrano un palese atteggiamento guardingo e particolarmente accorto di Cataldo, soprattutto in riferimento all’utilizzo dei telefoni cellulari”. Difatti “pur intrattenendo un notevole flusso di contatti e comunicazioni telefoniche, raramente si è addentrato in argomentazioni di carattere ‘professionale’, a maggior ragione se legate a temi di particolare interesse personale, limitandosi quasi esclusivamente a fissare appuntamenti di persona per trattare le questioni, evidentemente anche di carattere politico, delle quali ritemeva opportuno non discutere a distanza, tantomeno per telefono”. “Tale atteggiamento – sostiene il gip – ha indotto gli investigatori a ritenere che lo stesso avesse quasi la consapevolezza di essere intercettato”.
Medico a Cataldo: ‘Mi serve protezione’
A Sandro Cataldo si rivolgevano anche i medici dell’Asl per ottenere favori o aiuti. I carabinieri intercettano la telefonata di un medico fatta a Cataldo durante la pandemia Covid: il camice bianco è preoccupato che il suo reparto potesse essere chiuso e accorpato in una rimodulazione necessaria ad affrontare l’emergenza sanitaria. “Sto un po’ preoccupato – dice il medico a Cataldo – perché mi sembra che mi vogliano dare addosso. Vogliono chiudermi, non riaprirlo neanche al Di Venere. E ho bisogno di un po’ di protezione… che qualcuno vada a parlare insomma su questo”. Cataldo sembra farsene carico: “Vabbè mo’ stanno in vacanza, lunedì ricordami”.





