Dalle carte dell’inchiesta che ha fatto finire ai domiciliari i fratelli Alfonsino ed Enzo Pisicchio emergono ulteriori dettagli in relazione alle assunzioni che – secondo la prospettazione dell’accusa – sarebbero state effettuate sulla base di presunti accordi illeciti. La moglie del rup del comune di Bari Francesco Catanese viene assunta a tempo indeterminato il 5 settembre 2019 dalla Plus Innovation srl dell’imprenditore Giovanni Riefoli.
I finanzieri ritengono che sarebbe proprio questo il prezzo della corruzione del funzionario, il quale “anche grazie all’intermediazione dei fratelli Pisicchio (Alfonsino ed Enzo) avrebbe alterato l’esito della procedura di gara per l’assegnazione del servizio di riscossione dei tributi al Comune di Bari in favore dell’azienda di Riefoli. Ma gli accordi per le modalità dell’assunzione attraverso un’agenzia interinale vengono avviate già nel 2017. I finanzieri valorizzano la circostanza che, nel luglio dello stesso anno, Enzo Pisicchio avrebbe suggerito a Catanese di non partecipare ad un evento politico del fratello Alfonsino, ma è proprio quest’ultimo a dire al funzionario di partecipare. Alla fine dell’evento, Catanese gli scrive: “abbiamo atteso ma eri preso a rilasciare, come giusto che sia, una dedica sul tuo libro…vorrà dire che io e ( fa il nome della moglie ndr), creditori di uno con una dedica speciale…a proposito, onorato di esserci e bellissimo discorso…a presto, sempre con te”. Poi c’è la promessa di assunzione del figlio di Gianfranco Chiarulli, il geometra nominato in commissione gara proprio da Catanese per decidere l’aggiudicazione dell’appalto. In questo caso, però, il diretto interessato avrebbe rifiutato la proposta di lavoro perché non aderente alle proprie aspettative.
Nella liste dei beneficiari delle assunzioni ci sarebbero anche personaggi legati in qualche modo alla politica. Come il marito di una consigliera comunale di un paese della provincia, che però risulta estranea all’inchiesta: la donna è stata anche militante nel movimento politico “Iniziativa Democratica” capeggiato da Alfonso Pisicchio. Sentito a verbale, l’uomo avrebbe confermato la vicenda relativa alla sua assunzione. C’è anche una nipote di Pisicchio, la quale però dopo un mese decide di dimettersi. Ancora, l’assunzione di un nipote di un parente dell’ex assessore al cup di Castellana Grotte. Agli atti risulta anche un impiego per la figlia di un sindacalista, assunta non da Riefoli ma da un altro imprenditore.
“Effettivamente – scrive il gip – dopo le pressioni che venivano esercitate sul Riefoli, affinchè procedesse con i colloqui, dieci persone che comparivano nelle liste trovate in possesso di Alfonsino Pisicchio venivano collocate nelle società del Riefoli, di cui sette venivano assunti proprio nella Golem Plus presso il servizio tributi e tre presso la Plus Innovation per il servizio cup. Gli approfondimenti delle indagini hanno infine disvelato la relazione intercorrente fra le persone assunte e i fratelli Pisicchio, riconducibili sia a rapporti di parentela che di militanza politica nel movimento Iniziativa Democratica.






