E’ durato poco meno di due ore l’interrogatorio innanzi al gip Angela Paola De Santis dell’ex assessore regionale Alfonsino Pisicchio, dalla scorsa settimana agli arresti domiciliari insieme al fratello Enzo con l’accusa di corruzione in relazione a presunti illeciti nell’assegnazione di un appalto di riscossione dei Tributi al Comune di Bari. “Il mio assistito ha risposto a tutte le domande chiarendo la sua posizione – ha spiegato l’avvocato Salvatore D’Aluiso – ha sottolineato la sua totale estraneità in merito a presunti illeciti nell’espletamento della gara. Pisicchio si sarebbe solo limitato, dopo aver avuto notizia che l’appalto era stato assegnato, ad indicare alcuni soggetti che avevano necessità di avere un lavoro affinché potessero sostenere un colloquio ai fini di un’assunzione. Erano persone che lui conosceva indipendentemente dal rapporto elettorale. Nei prossimi giorni chiederemo la revoca della misura”.
Il fratello Enzo, invece, si è avvalso della facoltà di non rispondere, in attesa di leggere successivamente tutti gli elementi contestati dall’accusa. “Chiederemo di essere sentiti dal pubblico ministero – ha dichiarato l’avvocato Francesco Paolo Sisto, che difende l’indagato insieme al professor Vito Mormando – e successivamente avanzeremo richiesta di revoca della misura, soprattutto perché sono trascorsi quattro anni dalle perquisizioni”. E’ rimasto in silenzio anche l’imprenditore Giovanni Riefoli. Ha parlato per più di due ore, invece, il funzionario comunale Francesco Catanese, accusato di aver assegnato l’appalto all’imprenditore Giovanni Riefoli in cambio dell’assunzione della moglie. L’indagato ha offerto una sua versione dei fatti, confutando la ricostruzione offerta dagli inquirenti, ed ha risposto a tutte le domande poste dal Gip e dal Pubblico ministero.






