Ha parlato per due ore con i pm Giacomo Olivieri, ex consigliere regionale finito in carcere il 26 febbraio scorso nell’ambito dell’inchiesta ‘Codice Interno’ con l’accusa di voto di scambio politico mafioso, ipotesi di reato contestata anche alla moglie Carmen Lorusso e al padre di quest’ultima Vito, ex oncologo dell’Istituto Tumori, entrambi ai domiciliari. È stato lo stesso Olivieri, assistito dagli avvocati Nino e Luca Castellaneta, a chiedere di essere sentito dopo aver letto tutto il copioso carteggio prodotto dalla Procura a sostegno dell’ordinanza di custodia cautelare. Nel corso dell’interrogatorio di garanzia, invece, si era avvalso della facoltà di non rispondere.
Alla presenza del procuratore Roberto Rossi e dei sostituti Fabio Buquicchio e Marco D’Agostino, l’ex consigliere regionale ha spiegato la natura dei suoi rapporti con le persone intercettate, chiarendo di non aver mai siglato nessun tipo di accordo elettorale. Si è reso inoltre disponibile a rendere ulteriori chiarimenti su altre circostanze. Da marzo scorso Olivieri si trova nel carcere di Lanciano, in Abruzzo: per il momento la difesa non ha avanzato richiesta di scarcerazione. C’è attesa, intanto, per l’audizione di domani del procuratore Rossi innanzi alla commissione antimafia: venerdì, invece, toccherà al governatore Michele Emiliano.








