“Mi sono pentita di quello che ho fatto. A 18 anni si è immaturi quanto una 17enne, ho agito con leggerezza: non pensavo neanche di commettere un reato”. Sono le parole di una delle donne arrestate nell’ambito dell’inchiesta sul giro di prostituzione minorile a Bari. La ragazza, finita prima in carcere e poi ai domiciliari con l’accusa di sfruttamento della prostituzione nei confronti di tre minorenni, nel corso dell’interrogatorio di garanzia ha ammesso le proprie responsabilità in relazione, però, solo a una delle presunte vittime.
Le due, ha chiarito, erano amiche di infanzia. “Cosa ne potevo capire io di tutto ciò? Mi sono anche scusata con la famiglia…”. La ragazzina le avrebbe chiesto aiuto poiché la madre l’aveva cacciata di casa e le aveva tolto il cellulare. “Da 18enne senza cervello le dissi: ‘Vieni con me, ho un paio di amici che potresti conoscere e ti danno un po’ di soldi’…”. L’indagata ha aggiunto che con lei la ragazza si sarebbe prostituita solo una volta, in un b&b del quartiere Carrassi.
“Io ho lavorato con un cliente, lei con un altro e poi abbiamo diviso la somma ricavata in parti uguali”. Da due anni ha smesso di prostituirsi. Sul perché lo abbia fatta non ha fornito una motivazione precisa: “È stato più il capriccio di una minorenne, che voleva appunto scoprire e fare cose nuove…”. Un’altra donna, arrestata con le medesime accuse, ha reso dichiarazioni spontanee dicendo: “Non sapevo che fosse minorenne, nel momento in cui l’ho saputo le ho detto: ‘Tu con me non vieni più’. Sto malissimo per questa cosa, non ho mai costretto nessuno a venire con me. Anzi, sono sempre stati loro a contattarmi”.







