Circa trenta galline sono state uccise ed appese a testa in giù nelle campagne tra Molfetta e Terlizzi, in contrada Piscina Cileo. A fare la macabra scoperta sono stati alcuni agricoltori del posto, che negli scorsi giorni hanno denunciato il ritrovamento alle autorità competenti. Le galline avevano tutte zampe e becco legati ed il fatto è ancora avvolto da mistero. A chi giovava quella messa in scena? E perché prendersela con povere galline indifese? Si è trattato di un gesto intimidatorio?
Al momento non ci sono ancora risposte, ma ha provato a darne qualcuna Pasquale Salvemini, referente locale del WWF Puglia: “Potrebbe trattarsi di un utilizzo per spaventare gli uccelli che potrebbero nuocere alle colture – asserisce l’ambientalista – ma chi ha fatto questo probabilmente non ha molta cognizione delle moderne pratiche di salvaguardia delle coltivazioni. Giustiziare decine di galline per scopi senza alcun senso ci conferma, ancora una volta, che bisogna fare molta strada per il rispetto di tutti gli animali e per il loro benessere”.
Il punto è che il proprietario del fondo non era al corrente di nulla, non è lui di certo il mandante di tale brutale pratica e dovrà per legge smaltire le carcasse degli animali morti. Oltre al danno, la beffa. Ed il “mistero delle galline appese” resta al momento irrisolto.








