I compagni ritrovati dopo l’estate in villeggiatura. La notte insonne per l’attesa. Le emozioni del rientro in classe, tra nostalgia del mare lasciato alle spalle e tanta voglia di ricominciare. Per Flavio tutto questo dovrà aspettare. Il piccolo studente barese non è tornato tra i banchi il primo giorno di scuola, come i suoi amichetti. Manca all’appello l’insegnante di sostegno, non ancora nominata. E manca anche la prospettiva temporale del suo arrivo, denunciano i genitori. Come Flavio ci sono altri centinaia di bambini, se è vero che ogni anno in Italia le nomine delle supplenti e delle insegnanti di sostegno ‘in deroga’ vanno avanti fino ad autunno inoltrato.
Per Flavio la prima campanella sarebbe dovuta suonare oggi. “La scuola però ci ha informati che l’insegnante di sostegno non è ancora stata nominata, quindi avrebbero potuto solo cercare qualcuno per aiutarlo a mangiare la merenda”, racconta la sua mamma, Pitti Carella. Flavio sta per cominciare l’ultimo anno dell’Infanzia: ha 5 anni e un disturbo del neurosviluppo con epilessia, che non gli consente di muoversi in autonomia e rende dunque necessaria un’assistenza costante. L’educatrice fornita dal Comune non è stata assegnata, e neppure la docente di sostegno, cui Flavio ha diritto. “Il livello cognitivo non è intaccato dalla patologia, dunque lui capisce tutto e soffre – spiega la mamma – Mandarlo a scuola senza sostegno, significherebbe tenerlo parcheggiato su un passeggino o sul seggiolone, fermo, impossibilitato a partecipare alle attività con gli altri bimbi. Con estrema mortificazione di Flavio, che comprende tutto ed è frustrato”. Pitti ha dovuto quindi raccontare una bugia al suo bimbo. “Gli ho detto che la scuola non è ancora cominciata, per non rattristarlo – confessa la mamma a Telebari – Purtroppo non siamo informati neppure su quando arriverà questa nomina, con enorme disagio lavorativo per noi genitori e anche grande fatica a trovare una babysitter disponibile, non sapendo se ingaggiarla per un giorno, una settimana o un mese”.
I docenti di sostegno, è bene ricordarlo, cambiano per ogni anno, nonostante le famiglie chiedano a gran voce di potere garantire continuità nel percorso scolastico, per non destabilizzare gli studenti con disabilità (caso più volte sollevato da Telebari). La storia di Flavio, purtroppo, non è isolata e non rappresenta una novità nell’organizzazione scolastica italiana. “Ci eravamo abituati negli ultimi tempi a vedere chiuse le operazioni delle nomine in tempo utile per l’inizio delle lezioni – conferma a Telebari Ezio Falco, segretario generale della Flc Cgil Puglia – mentre effettivamente quest’anno ci sono ancora migliaia di docenti da assegnare, per più dell’80 per cento concentrati sul sostegno”. La stima è presto fatta: sul sostegno mancano all’appello circa 3mila prof tra Bari e provincia (stando ai calcoli della Cgil devono essere nominati 900 docenti alle superiori, 600 per le medie, un migliaio alla primaria e 400 all’infanzia). “Ma siamo fiduciosi che tutto si risolverà nelle prossime ore, visto che attendiamo la pubblicazione degli elenchi già dallo scorso lunedì”, è la previsione di Falco.
Alla vigilia della riapertura delle scuole, anche Gianni Verga (segretario generale della Uil Scuola Puglia) aveva stimato quasi 10mila cattedre vacanti in Puglia per le quali si deve procedere alla nomina di supplenti. “Si continua a battere la strada del precariato con 9.544 supplenze docenti ancora da assegnare presunte al 10 settembre, 2.181 ruoli non assegnati totalmente, 2.485 supplenze del personale ATA in corso di conferimento”, la denuncia della Uil. E in effetti stamattina sono diverse le classi nelle scuole baresi accorpate per assenza di insegnanti.
Alla problematica degli insegnanti di sostegno, abbiamo dedicato numerosi servizi tg a settembre:








