Un progetto da 6milioni e 700mila euro, un portale regionale per unificare tutti i servizi CUP. Bisognerà attendere almeno fino al 2025 per poter unificare in Puglia il sistema di prenotazione per le prestazioni sanitarie. È questo il dato che emerge dalla Commissione bilancio e programmazione del Consiglio regionale della Puglia, dopo le audizioni della dirigente della Sezione risorse strumentali e tecnologiche sanitarie Concetta Ladalardo e Andrea Iacobbe di Innovapuglia.
Già dal 2021 il sistema attualmente presente nelle varie aziende è stato messo in rete, attraverso il cosiddetto CUP federato che già oggi consente di cercare una prestazione anche in strutture diverse, eventualmente anche in un’altra provincia della regione. La difficoltà, però, sta nei ritardi nella comunicazione dei dati da parte delle aziende. Con il sistema unificato sarà possibile uniformare i procedimenti, con un vero portale unico e una gestione centralizzata anche delle liste d’attesa. I dati saranno comunicati anche a un portale nazionale che consentirà di monitorare il dato su tutto il territorio nazionale.
“Le Asl continuano a ignorare le indicazioni della Giunta regionale e del dipartimento Salute sull’attivazione del CUP federato della sanità pugliese pubblica e convenzionata, omettendo di immettere nei singoli Cup aziendali le agende senza limiti di proiezione temporale, comprese quelle delle strutture convenzionate”, spiega il presidente della Commissione bilancio e programmazione del Consiglio regionale della Puglia, Fabiano Amati.
“Queste omissioni – dice Amati – generano il fenomeno delle agende chiuse e quindi occultano la possibilità di conoscere e registrare le inefficienze e magari combatterle. A questo malcostume di organizzazione amministrativa occorre reagire, anche per evitare di diventarne complici. La storia è semplice. Dopo varie riunioni della Commissione per capire la mancata attivazione del CUP unico regionale – evidenzia – capimmo che l’attuale sistema informativo è in grado di supportare il servizio di CUP federato, ma i direttori generali delle Asl non forniscono i dati, fatti di agende aperte, agende dedicate, agende dei privati convenzionati e per disciplina. Scoprimmo, insomma, la violazione di numerose norme e prescrizioni, nonostante numerosi inviti e intimidazioni con delibere e circolari”.






