“Ci state contattando in tanti per avere notizie della lupa investita a Castrignano del Capo la notte tra sabato e domenica. Speravamo di darvi una bella notizia, che per una volta la favola del lupo finisse bene, invece le sue condizioni erano molto gravi”. Comincia così il lungo post del Centro Recupero Fauna Selvatica Omeoterma di Calimera, che nel Museo di Storia Naturale del Salento si prende cura degli animali selvatici che da tutta la Puglia arrivano all’Osservatorio faunistico. “La lupa è stata colpita in pieno dall’auto e ha riportato frattura scomposta del femore destro e della colonna vertebrale, trauma facciale e diverse ferite provocate dal trascinamento sull’asfalto – spiegano dal centro – Ci abbiamo provato, ma non è servito, è morta dopo appena due ore dal ricovero. Grazie a chi ha avuto un pensiero buono per lei e grazie soprattutto al servizio veterinario Asl, intervenuto per accertare che si trattasse effettivamente di un lupo, e alle guardie zoofile Agriambiente Puglia per averla soccorsa e trasportata da noi”.
Le immagini delle radiografie parlano chiaro, purtroppo. “Questa è una ulteriore dimostrazione di come il Salento sia abitato nuovamente dal lupo che a volte si muove in branco e a volte singolarmente. Anche per questo motivo bisogna stare molto attenti lungo le strade perché può capitare che un esemplare attraversi all’improvviso e venga investito – ricordano da Sos Fauna Calimera – Essendo animali di grossa taglia, oltre a provocare danni all’autovettura e al conducente, il più delle volte non sopravvivono all’impatto. Questo è inoltre il periodo della dispersione dei giovani che devono imparare a cavarsela da soli e vagano incuriositi e un po’ distratti. Non a caso le principali cause di arrivo di lupi in stato di necessità sono proprio gli incidenti stradali. Per chi volesse saperne di più, Hic Sunt Lupi , il gruppo di ricerca del Cnr-Iret sede di Lecce, insieme a Enrica Calò, guidanimale, e Ruben Cataldo,Archeo-REC, stanno tenendo convegni in giro per il territorio per fare informazione e divulgare le pratiche da adottare per una convivenza possibile”.








