Continuano le segnalazioni sulle difficili condizioni di tanti senza fissa dimora, da via Capruzzi a Pane e Pomodoro, da corso Italia al cuore del Libertà. Numerose sono da giorni le immagini inviateci dai commercianti del murattiano, che all’apertura dei negozi si dicono costretti, anche con dispiacere, a fare allontanare i clochard che trovano rifugio sulla soglia degli esercizi commerciali.
I titolari dei negozi Lamuraglia, storici commercianti di calzature con punti vendita anche in corso Cavour, ci raccontano l’imbarazzo e la disperazione. “Ogni mattina ne troviamo uno – confessano – si piazzano qui e trascorrono la notte. Lasciano di tutto, non ne possiamo più”. Triste e difficile affrontare queste situazioni, soprattutto quando i giacigli di fortuna sono affiancati da escrementi e rifiuti di vario tipo. Alcuni commercianti ammettono di essere stati costretti a prendere provvedimenti seri, come l’installazione di cancellate di ferro per bloccare gli ingressi o l’abbassamento delle serrande anche di quei locali non aperti al pubblico. Allarme anche tra i condomini nel centro di Bari, che ci segnalano la presenza di clochard al primo piano dell’impalcatura di un palazzo in ristrutturazione.
Il fenomeno sembra in crescita, non più solo in periferia o nelle zone limitrofe alla stazione: lo stesso sindaco Vito Leccese ha spiegato in diretta su Telebari i limiti che lo stesso Comune ha negli interventi possibili in queste situazioni.








