Via Ettore Fieramosca, a due passi dal tribunale di piazza de Nicola, via Niccolò Pizzoli – zona piazza Garibaldi – e infine via Pietro Sette, traversa di via Amendola. Strade diverse ma accomunate dalla chiusura dell’ufficio postale. Estremamente frequentate, tutti e tre le sedi sono state oggetto di recenti dismissioni, con buona pace dell’utenza che altro non può fare adesso che recarsi nei punti più vicini, consigliati dagli avvisi ancora affissi sulle entrate. Un notevole disagio, la lamentela che ci raggiunge in redazione, da parte di più cittadini.
“Nel silenzio e in perfetto clima natalizio, il Babbo Natale di Poste Italiane recapita due bei pacchi regalo – questo il tenore di uno dei messaggi – ai baresi del quartiere Libertà. Quello che accadrà con il nuovo anno negli altri già intasati uffici di zona – prosegue la nota – è qualcosa di molto preoccupante e pericoloso. L’Ufficio postale di via Ravanas, il più prossimo ai due uffici ormai chiusi – il riferimento è alla sede di via Fieramosca – è quello a più alto rischio di fortissime contestazioni ma non c’è da aspettarsi di meglio da quello di via Principe Amedeo quasi ad angolo di via Brigata Bari. Lo vedremo già con i primi del mese di gennaio ove normalmente il pagamento delle pensioni crea disagi e contestazioni, figurarsi cosa accadrà ora con ben due uffici postali chiusi”.
A venir meno anche gli sportelli ATM, dunque bancomat, altro disagio da aggiungere ai precedenti. Da Poste Italiane fanno sapere come la sede di via Ettore Fieramosca sia sì chiusa ma solo temporaneamente. Le altre due chiusure, invece, sono addebitabili a un piano di razionalizzazione e ottimizzazione delle sedi: ad avere un ruolo importante il post Covid, che ha implementato l’utilizzo dei servizi in digitale e di conseguenza ridotto l’affluenza negli uffici.







