Prima l’errore nella ‘traduzione’ della famosa frase che campeggia ormai da quasi due anni sul molo più famoso del lungomare, poi l’immediata correzione innescata dai primissimi commenti al post e infine una promessa ai tanti fan che affolleranno il teatro Piccinni per il suo ‘Sanghenapule’ in programma stasera, domani e lunedì. Roberto Saviano è a Bari già da qualche ora e nella tarda serata di ieri, poco dopo le 23, si è scattato un selfie davanti al molo San Nicola. Alle sue spalle c’è quella frase tanto apprezzata anche dall’arcivescovo Satriano: “San Nicola proteggici da le rizz vacand”. Nel messaggio che ha accompagnato la pubblicazione della foto su Instagram e sugli altri social dello scrittore, però, inizialmente “i ricci” sono diventati erroneamente “le reti”. La modifica è arrivata dopo una manciata di minuti, grazie al tempestivo intervento di attenti follower baresi. Invariato, invece, il succo del suo messaggio e l’invito a teatro.
“San Nicola proteggici dai ricci vuoti (mi fanno notare) non dalle reti vacanti come avevo interpretato – scrive il giornalista, dopo aver corretto il tiro -. A Bari con Sanghenapule al Teatro Piccinni 1- 2 – 3 Febbraio. Le reti per chi verrà a pescare a teatro si gonfieranno di storie e turbamenti. Troverà nel cuore delle spinose vicende succosa polpa. Questo spettacolo è per anime inquiete con il desiderio di non far seccare il proprio sangue nella consuetudine del tempo imposto. Darsi tempo a teatro, sedersi in palco o platea e sciogliere il proprio sangue, ribadire la volontà di vivere, vivere intensamente non asfissiati dalla compulsione del produrre, dagli imperativi di responsablità, dai verbi truci del giudizio, dal gorgoglio interno del senso di colpa. Sciogliere questi grumi. Venire a teatro e sciogliere il sangue ascoltando l’avventurosa storia di San Gennaro, il santo terreno che accompagna nell’errore, che protegge tra gli sbagli e che ascolta le richieste straterrene di chi lo evoca”.
In chiusura, quindi, la promessa di Saviano. Anche questa modificata, con una postilla finale, in virtù di quel ‘le rizz’ non più reti ma ricci. “Vi aspettiamo in teatro – scrive – venite pieni di reti per pescare. E troverete nelle storie ricci succosi”. I veri intenditori, ovviamente, non dimenticheranno il pane.







