Dai 453 giorni per una risonanza magnetica della colonna ai 308 per una colonscopia, arrivando ai 268 giorni per una prima visita urologica. Sono alcune delle maggiori criticità per le liste d’attesa della sanità pugliese, raccolte dalla CISL e portate alla conoscenza della III commissione del consiglio regionale. I rappresentanti della Cisl, Enzo Lezzi e Giuseppe Boccuzzi, sono partiti dalla sottoscrizione del protocollo tra organizzazioni sindacali e Regione Puglia del 2 maggio 2023 che prevedeva un confronto e un percorso di concertazione tra le stesse organizzazioni confederali e i direttori generali delle Asl che portasse al miglioramento dell’offerta sanitaria e soprattutto l’abbattimento delle liste d’attesa. Un confronto che sinora ha avuto un esito solo con riguardo alla Asl Bat, che lo scorso giugno ha sottoscritto un accordo per la definizione del “Piano aziendale per l’abbattimento delle liste di attesa”, che quantifica le risorse necessarie a soddisfare la domanda di salute dei cittadini della Bat in 18 milioni di euro aggiuntivi. Lo stesso risultato non è stato raggiunto con la Asl Bari, pur con qualche leggero passo in avanti.
Nel corso dell’audizione è intervenuto anche Mauro Nicastro, dirigente della sezione Strategie e governo dell’offerta del dipartimento promozione della salute della Regione Puglia, assicurando che quello delle liste d’attesa è un tema di assoluta priorità: per il 2025 si potrebbe passare a un investimento di 40/50 milioni dopo i 30 degli anni scorsi. “Siamo lavorando anche sulle agende dedicate per i pazienti cronici con i follow up e per omologare il sistema in tutto il territorio regionale”, ha argomentato, aggiungendo che l’utilizzo dell’aumento del fondo di remunerazione della legge di bilancio nazionale fino al 3,5 per cento e dell’aumento del fondo indistinto per l’abbattimento delle liste d’attesa, che potrebbe arrivare allo 0,7 per cento potrà comportare un miglioramento della situazione.






