“Quando ho cominciato questo lavoro nove anni fa eravamo l’ultima sanità italiana. Adesso siamo tra le prime nove come livelli essenziali di assistenza e stiamo migliorando progressivamente. Ovviamente combattendo con i conti. Esattamente come tutti gli italiani e come tutte le famiglie che in questo momento non possono pagare le bollette. Anche noi abbiamo delle bollette energetiche più gravi. Abbiamo dovuto pagare di più i contratti del personale e ciò nonostante il governo ci ha ‘fregato’ sessanta milioni di contributo alla finanza pubblica. Come se tutti i soldi che già si prendono dalle tasse dei pugliesi non bastassero”. Lo ha dichiarato il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano a Brindisi, dove è intervenuto alla firma di 60 contratti per assunzioni nella Sanitaservice.
“Oggi è una bella giornata perché tanta brava gente, che mi auguro abbia voglia di lavorare la sanità pugliese, ha finalmente la possibilità di sposarsi, fare dei figli, fare un mutuo in banca, prendere un fitto. Perché – ha aggiunto – vi garantisco che se non hai un lavoro fisso in questo Paese sei un morto che cammina e questa cosa non va bene”.
Su quello che sarà l’operatività anche per il territorio Brindisino del nuovo ospedale di Monopoli-Fasano, Emiliano ha evidenziato che “la collaborazione tra i vari ospedali è centrale. Brindisi ovviamente ha un problema di dimensione. Nel senso che non è così grande da avere un potenziale sanitario maggiore che è quello di cui forse avrebbe bisogno, perché chiaramente il numero degli abitanti è limitato, ma noi dobbiamo quindi investire più del necessario perché poi c’è una soglia minima sotto la quale non si può scendere”. “Anche se gli abitanti sono pochi comunque per avere un hub di secondo livello come il ‘Perrino’ non può essere diciamo diverso tra Taranto, Bari: devono essere uguali e i costi sono ovviamente molto elevati. Però – ha concluso Emiliano – noi stiamo facendo il nostro dovere”.







