Nel luglio scorso i residenti di Barcellona, città della Spagna, sono scesi in piazza per manifestare il proprio dissenso contro l’assalto dei turisti nella città. Cartelloni, striscioni al grido di “Tourist go Home” (“turisti andate a casa”) e pistole ad acqua contro i vacanzieri seduti nei bar.
Anche a Bari, il fenomeno “overtourism” a qualcuno deve stare stretto, tanto da sentire l’esigenza di scriverlo su di un muro, tentativo che sembra voler fermare il sovraffollamento presente in città. Al civico 74 di via Carulli a Bari, infatti, compare una scritta identica che cita “Tourist go home” che non passa, certo, inosservata. Il palazzo dalla facciata appena imbiancata è stato subito imbrattato. Delusi si dicono i condomini che speravano di scoprire il colpevole attraverso le telecamere della caserma Picca, e che invece su quel fianco non ne ha.
Una nota del Comune di Bari riporta un dato importante: dall’inizio del 2024 sono 2.009.517 le presenze registrate a Bari sul portale Pay Tourist, un dato straordinario che conferma il posizionamento del capoluogo pugliese tra le principali destinazioni turistiche del Mezzogiorno e del Paese.
Il turismo di massa, però, ha un effetto estremamente dannoso sulle città, rendendole invivibili per i residenti, facendo salire i prezzi degli affitti oltremodo, conseguenza del pullulare di strutture ricettive ovunque che insieme alla scomparsa di storiche attività commerciali a favore di locali “solo per turisti” rischiano di snaturare l’anima storica della città. Un problema che evidentemente anche Bari comincia ad avvertire.








