Si chiama Libera ed è il titolo della canzone nata per celebrare i 30 anni dell’associazione antimafia fondata da don Luigi Ciotti. Il brano, composto dagli artisti pugliesi Bungaro e Raffaele Casarano è stato prodotto con il sostegno della Fondazione Antimafia Sociale ‘Stefano Fumarulo’ della Regione Puglia e presentato oggi nella sede della Regione alla presenza dei due artisti. Accompagnato da un videoclip trasforma in musica l’impegno di Libera nel contrasto non repressivo alla criminalità organizzata e nella costruzione di una cultura pubblica di legalità.
Bungaro ha spiegato come la canzone sia nata dall’incontro con Tilde Montinaro in una giornata in ricordo del fratello Antonio, capo scorta di Giovanni Falcone. Fu don Luigi Ciotti, quel giorno, a chiedere loro di scrivere la canzone. “Attraverso la musica – ha aggiunto Casarano – cerchiamo anche di veicolare un significato di libertà per ricordare, soprattutto alle nuove generazioni, che c’è gente che ha perso la sua vita per consentirci di essere liberi”.
“Quella avviata 30 anni fa da don Ciotti – ha dichiarato l’assessora regionale alla Legalità Viviana Matrangola – è stata un’autentica rivoluzione civile che ha cambiato il nostro modo di concepire l’antimafia sociale. Abbiamo capito che non bastava combattere le mafie nelle aule dei tribunali e attraverso strategie repressive, e che occorreva una risposta culturale e sociale proveniente dal basso. Libera è stata ed è quella risposta”. Il coordinatore regionale di Libera don Angelo Cassano ha ricordato come “fino agli anni novanta, in questa regione si faceva fatica persino a parlare dell’esistenza della mafia. In questi anni abbiamo preso più consapevolezza ma non possiamo pensare di sederci sulle nostre conquiste”.
Tilde Montinaro ha ricordato sua madre “perché il suo grido di dolore è stato colto da don Luigi Ciotti ed è approdato all’idea straordinaria di ricercare i tanti nomi delle persone uccise dalle mafie e di leggerli pubblicamente in un’unica giornata, come in una preghiera laica. Dai 300 iniziali, quest’anno a Trapani erano più di 1100”







