Da una foto sbiadita in bianco e nero ai colori vividi dei giorni nostri, il tempo passa – all’interno di Palazzo Jannuzzi – senza intaccare nulla del suo fascino antico. Sconosciuta ai più nel capoluogo pugliese, questa dimora storica, progettata da Luigi Revest “architetto dimenticato” nel 1861, si apre oggi al pubblico in tutta la sua bellezza. 490 mq che si snodano tra stanze un tempo utilizzate per i balli e saloni ancora arredati con il mobilio dell’epoca in quella che un tempo era l’ala di rappresentanza e che oggi ospita presentazioni di libri, brunch, concerti da camera, cooking class. Un progetto lontano dalle tendenze del momento, in cui tutto è declinato alla formula del b&b, un progetto che ricalca un tipo di turismo – quello dedicato alle dimore d’epoca – diffusissimo nelle città con una storia importante alle spalle. Una intuizione infine, quella di Valentina Ceci, discendente della famiglia Jannuzzi, che oggi offre alla città una opportunità in più preservando al contempo la bellezza dell’edificio.
Ed è proprio lei a condurci in questo viaggio: Palazzo Jannuzzi vincolato dalla Sovrintendenza dal 1991 fa ora parte dell’associazione dimore storiche italiane. Da sempre appartenuto all’omonima famiglia andriese di aristocratici terrieri, fu realizzato dai fratelli Buonvino per volere di Emanuele Jannuzzi. Sede dell’Automobil Club per diversi anni, l’edificio esemplare del neoclassicismo di Revest è tra via Abate Gimma e via De Rossi.







