“Abbiamo aspettato un po’ prima che qualcuno si avvicinasse. In quei minuti riflettevo su quale fosse la causa di quella distanza, quasi una dissociazione. Era il tema in sé? L’idea di abbracciare una sconosciuta? O forse davvero la fretta?”. Queste le parole di Laura Pantaleo, 25enne barese volontaria di “SOS MEDITERANEE”, organizzazione marittima e umanitaria. Si è appostata questa mattina in via Sparano, a Bari, con un cartello che riportava la scritta “Abbracciami se credi che nessuno meriti di morire in mare”: l’obiettivo, testare la reazione dei passanti nei confronti del tema dei disastri umanitari dei naufragi nel mar Mediterraneo.
Il reel, virale sulla loro pagina Instagram “sosmediterranee_bari”, mostra numerosi riscontri positivi preceduti però, come racconta Laura, da un’iniziale attesa che si è poi trasformata in una serie di abbracci calorosi. Abbracci che non rappresentano solo un gesto di affetto ma un vero e proprio sostegno per la causa. L’idea del video nasce dai volontari di “SOS Mediterranee” che costituiscono insieme il Gruppo Salvagente (presenti anche nel territorio barese) che si impegnano per sensibilizzare e fare conoscere il tema dei salvataggi in mare.
SOS Mediterraneo nasce nel 2015 ed è un’associazione di ricerca e soccorso nel Mediterraneo. Opera dal 2016, prima con la nave Aquarius, fino al 2019, e da allora con la nave Ocean Viking. L’organizzazione è presente in quattro paesi europei: Italia, Svizzera, Germania e Francia dove, lavorando strettamente a contatto, portano avanti le missioni in mare. Oltre a operare in mare, i volontari operano anche sulla terra ferma organizzando eventi di sensibilizzazione e raccolta fondi, facendo networking con realtà e associazioni del territorio, entrando nelle scuole e nelle università, per dare la loro testimonianza e focalizzarsi sull’importanza del soccorso. Sono quindi tre le missioni che i volontari, da oltre 10 anni portano avanti: salvare vite in mare, proteggere e salvaguardare diritti umani spesso violati e diffondere la propria testimonianza per avvicinare quante più persone al tema.
Essendo questa organizzazione indipendente economicamente, la ONG opera grazie alle donazioni di privati, cittadini o enti. Fondamentale per i volontari è non tacere su ciò che avviene ogni giorno nel mar Mediterraneo, continuando a chiedere ai governi di agire e istituire operazioni di ricerca e soccorso efficaci per garantire protezione a tutte le persone in pericolo in mare. “Spesso, ciò che non ci tocca da vicino resta lontano, invisibile – afferma la volontaria Laura – Forse perché siamo talmente immersi nelle nostre vite da non accorgerci di ciò che succede intorno a noi. Eppure, là fuori c’è gente che affronta viaggi strazianti con la speranza di un cambiamento, alla ricerca di una vita dignitosa e sicura“.







