Raccontare le voci del quartiere Libertà attraverso un podcast. È l’idea di Enzo Granella, musicista e attivista del rione, che dopo aver incontrato Raffaele Diomede, responsabile del Centro servizi per la famiglia ‘Libertà’, decide di dar vita a uno spin-off del suo già attivo podcast sul quartiere dal 2020, questa volta restringendo l’obiettivo a quella parte di popolazione che abita e frequenta le mura del centro. Il primo episodio è di pochi minuti eppure Enzo è riuscito a metterci all’interno quel poco che basta a far sentire un brivido di commosso piacere: “Si tratta di un laboratorio composto da bambini e adolescenti – racconta – con situazioni più o meno difficili alle spalle, già presenti nel centro per fare doposcuola, nel quale imparano ad usare un nuovo strumento attraverso cui parlare di sé”.
L’aula si riempie di voci, suoni, musica e tanto entusiasmo difficile da contenere durante le ore di laboratorio con i ragazzi baresi, ma anche bengalesi o africani, nati in Italia: “Non mi piace chiedere loro il paese d’origine – continua Granella – piuttosto mi piace considerarli tutti uguali, parte integrante della nostra comunità”. I più piccoli – l’età è compresa tra i 6 anni e i 15 – sono stati subito affascinati dal nuovo oggetto misterioso, il podcast, e insieme ai volontari del centro si è lavorato sul tema da dare alla puntata: qualcuno ha raccontato di sé, di quello che vuole diventare, altri si sono occupati delle tracce da selezionare per la sigla d’introduzione, altri ancora hanno girato per la sala con una macchina fotografica per immortalare, nelle immagini, la copertina migliore, finendo poi per disegnare una bellissima casa colorata circondata da un abbraccio umano (il loro in quella sede).
Il secondo episodio si preannuncia pieno di storie, quelle raccolte in giro tra famiglia e volontari del CFS ‘Libertà’, in cui la fantasia, la gioia e la spensieratezza faranno da padrone. Un modo altro per far conoscere un volto diverso del quartiere, lontano dai soliti riflettori che lo vedono protagonista di cronaca nera. Enzo, già nel suo podcast “Rifugio culturale”, racconta e documenta storie di bellezza e dignità, spesso sconosciute a molti, questo sul centro servizi per la famiglia, che ha sede nella chiesa Redentore, ha come fine ultimo delinearne il profilo più leggero – che non vuol dire superficiale – attraverso le voci pure di quei ragazzi che rappresentano il futuro sempre più multietnico del rione. L’esperimento avrà una durata di due mesi e gli episodi saranno pubblicati una volta a settimana, ogni giovedì, sulla piattaforma Spotify e ascoltabili gratuitamente.








