“Ciò che è accaduto in queste sere in alcune strade del quartiere Umbertino è ingiustificabile e inaccettabile. E non perché tanti ragazzi abbiano deciso di vivere la festa del santo patrono per strada, divertendosi, ma perché chi ha organizzato questi eventi, e chi ballava e cantava a squarciagola fino a notte fonda, non solo violava la legge, ma lo faceva nel totale disinteresse e disprezzo delle più semplici regole di rispetto, convivenza e civiltà nei confronti non solo dei residenti, ma anche del resto della città”. Lo scrive sui suoi canali social il sindaco di Bari, Vito Leccese, stigmatizzando quanto avvenuto la notte dell’8 maggio nel quartiere Umbertino, immortalato in numerosi video pubblicati sui social.
“L’atteggiamento di sfida e tracotanza che abbiamo visto nei video e nelle immagini passate in queste ore sui social network – aggiunge – non può coesistere con la città che vogliamo vivere”. Leccese ricorda di essere stato “attaccato duramente per le ordinanze che imponevano regole alla movida prevedendo la chiusura dei locali oltre una certa soglia oraria. Mi è stato detto che ero contro i giovani, contro la libertà, contro la vita negli spazi pubblici. Ora faccio io una domanda a tutti: è questa la libertà? – dice – Non avere rispetto di chi ci sta intorno solo perché pensiamo di avere il diritto di fare quello che ci pare?”.
“Molti dei protagonisti di questa follia – dice ancora il sindaco – bevevano alcolici che qualcuno avrà venduto in tarda notte. E secondo la legge anche questo è un reato”. Di qui la richiesta “per stasera e per i giorni a venire” di “un’azione coordinata con tutte le forze dell’ordine nella zona dell’Umbertino, perché se qualcuno pensa di scambiare la socialità con il caos si sbaglia di grosso”. “Purtroppo – conclude – la fiducia che avevamo riposto nel buon senso è stata tradita nella peggiore maniera”.







