Sì alla movida, ma con moderazione. Fa un passo indietro il sindaco di Bari Vito Leccese rispetto alla nota condivisa qualche giorno fa sui social, su quanto accaduto nel quartiere Umbertino nelle notti del 7 e dell’8 maggio. “L’ho scritto di getto e ammetto di aver usato un tono perentorio – scrive – non era mia intenzione puntare il dito contro i giovani che cantano, ballano o si divertono. A noi, a me, la cosiddetta “movida” piace, Sia perché sono stato un ragazzo anch’io e so quanto possa essere bello passare una serata insieme agli amici per strada, sia perché, da sindaco, non posso che augurarmi che la città sia sempre più un luogo vivo, di aggregazione, di socialità, di condivisione.
“Però – precisa – accanto all’entusiasmo di tanti ragazzi che si divertivano, quella sera è successa un’altra cosa. È stata convocata via social una vera e propria festa, con tanto di cassa acustica piazzata sul tetto di un’auto privata, che mandava musica a tutto volume, fino alle prime ore del mattino, nel bel mezzo di palazzi dove centinaia di persone provavano a dormire.
Questa non è movida. Ho scritto quelle cose, perché spinto da una grande preoccupazione: per i ragazzi, per gli esercenti, per i residenti. Perché da una situazione come quella, tutti sono danneggiati. La festa in un luogo non idoneo, con musica a tutto volume fino alle 4 di notte, mi ha messo spalle al muro, costringendomi a pensare di ritornare alle ordinanze e ai divieti che, sinceramente, non vorrei più emanare”.
Fa poi una riflessione sui tanti commenti che sono arrivato sotto il post, leggendo – spiega – “alcune accuse francamente ingenerose. Si dice che non lavoriamo per creare spazi di aggregazione, quando questa amministrazione e le precedenti hanno aperto parco Rossani, parco Maugeri, il parco per tutti. E stiamo lavorando per aprire il lungomare di Santo Spirito, il parco della ex Fibronit, il parco Costa Sud, che sarà il più grande parco pubblico sul mare della Regione. E ne cercheremo di nuovi. Allo stesso modo siamo stati accusati di aver rilasciato troppe licenze per bar, locali, paninoteche. Chi lo dice forse non sa che dal 1998 una legge dello Stato ha abolito le licenze, e dunque il Comune non può impedire a nessuno di aprire un locale o decidere dove farlo aprire. Ma proviamo tutti a lasciarci alle spalle le polemiche e pensiamo al futuro. Che fare adesso? – continua Leccese – La mia risposta è una sola: proseguire con il percorso di partecipazione sulle politiche della notte. Abbiamo analizzato le proposte fatte durante gli incontri delle scorse settimane e abbiamo immaginato una serie di attività che vogliamo condividere con le Associazioni giovanili, gli esercenti e i residenti, come abbiamo sempre fatto. Nei prossimi giorni lanceremo l’appuntamento e spero partecipiate in tanti”, Conclude.







