Sono 66 le università italiane che figurano nell’edizione 2025 della classifica Global 2000 del Center for World University Rankings (Cwur), e l’Italia fatica a mettersi in vetrina. Al primo posto in assoluto compare Harvard, seguita dal Mit – Massachussetts Institute of Technology – e da Stanford. La prima università italiana a comparire è La Sapienza di Roma, alla posizione numero 125. E la Puglia? A guidare la classifica è l’Università degli Studi “Aldo Moro” di Bari, al numero 446: sale di due posizioni rispetto al 2024, e per il 2025 è al 18esimo posto fra le università italiane. L’Ateneo barese va in controtendenza rispetto al resto d’Italia, dato che l’80 per cento scende nella classifica dei top 2000. Dieci università italiane migliorano rispetto allo scorso anno, tre mantengono le posizioni, 53 invece scendono. Il principale fattore di declino è la performance nella ricerca, mentre cresce la concorrenza da parte di atenei ben finanziati. Sono 14 gli atenei che si posizionano meglio rispetto all’anno scorso per performance nella ricerca, 52 peggio.
Restando a Bari, per il 2025 il Politecnico è alla posizione numero 942 (scende di dieci posizioni), l’Università del Salento è 872esima (mantiene la posizione dell’anno scorso), Foggia occupa il posto 1340 (nel 2024 era al numero 1333). Ma il calo deve essere considerato in proporzione ai dati di ogni anno: nel 2024 le università partecipanti erano 20.966, quest’anno 21.462, circa 500 in più. Per fare un esempio, Poliba era al 932esimo posto e quest’anno al 942, ma quello che conta maggiormente è la percentuale di piazzamento, che dal 4,5 per cento del 2024 è salita al 4,4 per cento. “Le nostre valutazioni sono rimaste agli stessi livelli, è cambiato solo il numero di partecipanti – fanno sapere dal Politecnico di Bari – Siamo migliorati”.
“Con 66 università italiane presenti in classifica, l’Italia è ben rappresentata fra le migliori università del mondo – commenta Nadim Mahassen, presidente del Center for World University Rankings – Tuttavia, ciò che è allarmante è il declino delle istituzioni accademiche nazionali dovuto all’indebolimento delle prestazioni della ricerca e allo scarso sostegno finanziario da parte del governo. Mentre diversi Paesi pongono lo sviluppo dell’istruzione e della scienza in cima alla loro agenda, l’Italia fatica a tenere il passo. Senza finanziamenti più consistenti e una pianificazione strategica più solida, l’Italia rischia di rimanere ulteriormente indietro nel panorama accademico globale in rapida evoluzione”.
Cwur ha analizzato 74 milioni di dati basati sui risultati per classificare le università di tutto il mondo in base a quattro fattori: qualità dell’istruzione (25%), occupabilità (25%), qualità del corpo docente (10%) e ricerca (40%). Quest’anno sono state classificate 21.462 università e quelle che si sono classificate al primo posto sono entrate nella lista Global 2000, che include istituzioni di 94 Paesi. Fra queste, anche le pugliesi.







