Era il 16 marzo 2011: Giuseppe Mizzi, un padre di famiglia, lavoratore onesto, era appena andato a comprare un pacchetto di sigarette. Stava attraversando via Venezia a Carbonara. Nello stesso momento due sicari vicino al clan Di Cosola si trovavano nello stesso posto, incaricati di colpire un pregiudicato affiliato agli Strisciuglio. I colpi raggiunsero il bersaglio sbagliato, Giuseppe morì da vittima innocente, un’altra persona venne ferita. Da quel momento la sua famiglia porta avanti la sua missione contro le mafie, sostenuta da associazioni come Libera per far sì che quel sacrificio non risulti vano. Anche per questo l’amministrazione ha scelto di dedicare un parco a Loseto in suo onore. Esattamente nel quartiere dove Giuseppe era cresciuto. Dopo il completamento del primo lotto, è stata la volta della seconda parte dell’area.
Si tratta del secondo parco urbano inaugurato in città per 16 mila metri quadri, 130 alberi ad alto fusto, 4.600 arbusti di macchia mediterranea, percorsi pedonali completamente drenanti che saranno decorati da un artista, illuminazione a led, videosorveglianza, parco giochi, strutture per allenamento e area sgambamento cani. Non si è trattato però di un taglio del nastro ordinario, fatto con le forbici, il nastro è stato simbolicamente sciolto, visto che il parco non ha recinzioni. Un gesto simbolico per spiegare come sia la città la prima a doversene prendere cura.






