A Bari arriva il Pride, ma a quanto pare non è gradito a tutti. Durante il consiglio comunale del 16 giugno, è stata presentata una mozione che chiedeva il ritiro del patrocinio del Comune al Bari Pride, in programma il 21 giugno per le vie della città. Ad avanzare la richiesta il consigliere Giuseppe Carrieri (che ha aderito alla Lega dopo l’elezione in Forza Italia), insieme al consigliere Antonio Ciaula e da altri due consiglieri di Fratelli d’Italia. Il no da parte della maggioranza e del sindaco Vito Leccese è stato chiaro: la mozione è stata respinta con 19 voti. “Il consiglio comunale ha resistito con orgoglio al maldestro tentativo di un’azione politica che ritengo inammissibile – il commento di Leccese – Bari non può tornare indietro, bisogna stare lontani dai diritti civili. Qualunque tentativo di aggressione a questi diritti deve essere respinta con fermezza e orgoglio”. Ancora: “Bari – ha proseguito Leccese – nel 2003 ha ospitato il Pride nazionale, prima tappa di un percorso che la città ha voluto accompagnare con forme di tutela piena dei diritti civili”.
A sostenere la presa di posizione del sindaco e della maggioranza anche i Giovani Democratici di Bari: “Siamo davanti ad un atto di propaganda becera, che prova a sabotare un momento di unità e di lotta civile. Ma Bari ha già dimostrato di voler stare dalla parte dei diritti e dell’uguaglianza”. Per loro quanto accaduto è “un atto politico grave e regressivo, espressione di una visione conservatrice e profondamente scollegata dalla realtà di una città inclusiva e aperta come la nostra”. “Chiediamo al consigliere, in che modo una manifestazione che promuove i diritti civili, l’uguaglianza, la dignità e la libertà è inconciliabile con i valori di una città moderna? – continuano i Giovani Democratici – Non meno sorprendente la posizione di Antonio Ciaula, secondo cui la città sarebbe spaccata sul Pride. Lasciando intendere che il malcontento di alcuni possa mettere in discussione la libertà di tutti e tutte”. “La mozione è stata giustamente respinta con fermezza dalla maggioranza, ma – concludono i Giovani Democratici – resta l’amarezza per il fatto che si debba ancora difendere il Pride da chi lo considera un problema e non una risorsa culturale, sociale e politica per la città”.
Il Pride di Bari avrà il patrocinio del Comune, ma il sindaco Leccese sulla questione è chiaro: “Dal 2003 resistiamo con orgoglio. Sui temi dei diritti civili non si torna indietro, da dieci anni abbiamo avviato un tavolo di confronto e promozione che ha prodotto iniziative interessanti”. Anzi, fa di più: per il 21 giugno scenderà in piazza non solo lui, ma anche “una presenza istituzionale che esprime la condivisione piena di un percorso avviato da 22 anni”. “Non indosserò la fascia tricolore, ma quella arcobaleno”, incalza il primo cittadino, che ha voluto ricordare che “Bari è stata la prima città italiana a dotarsi di uno statuto nel 1991, dopo la riforma” e che “nei principi fondamentali è scritto che è una comunità aperta, che riconosce i diritti di tutti e promuove la tutela dei diritti umani. Questo è fondamentale ricordarlo sempre”.
La manifestazione partirà con un raduno in piazza Umberto, sabato 21 giugno alle 15. Organizzata dal Coordinamento Bari Pride, proseguirà con un corteo a partire dalle 16 attraverso le vie del centro cittadino, che prevede anche una fermata simbolica davanti alla Prefettura, per rientrare in piazza Umberto. Madrina d’eccezione sarà Simonetta Musitano, attrice e stand-up commedian calabrese. Dopo il corteo è previsto un comizio conclusivo e una festa di piazza aperta a tutta la città. “Sfileranno i membri della comunità, ma anche i cittadini perché il Pride è di tutti – ha spiegato Federico Barbarossa, della segreteria organizzativa Bari Pride – Speriamo che quest’anno sia particolarmente esteso. Abbiamo organizzato anche una fermata simbolica davanti alla Prefettura in occasione della quale sarà spenta la musica e avvieremo un momento di riflessione e di protesta pacifica nei confronti del governo”. Quanto al comizio finale, è prevista la partecipazione di numerose associazioni fra le quali Famiglie arcobaleno, Zona Franka e La giusta causa. “Le novità – ha aggiunto Ciro Saracino, anche lui della segreteria organizzativa – non sono tanto nella manifestazione, quanto negli scenari politici che ci sono in Italia e nel mondo, con governi sempre più repressivi”. Per questo il Pride 2025 ricorderà anche “tanti popoli oppressi, come quello palestinese”, ha aggiunto evidenziando “che le lotte di tutte le persone oppresse devono essere unite”.







