Andavano a fare la spesa al mercato o a prendere un caffè al bar, durante l’orario di servizio. Non timbravano il badge per attestare le assenze, e quindi formalmente risultavano al lavoro. A Vieste, la Procura della Repubblica di Foggia, lha concluso le indagini preliminari condotte dalla Guardia di finanza nei confronti di 33 persone, fra dipendenti e incaricati di pubblico servizio: sono accusate di truffa ai danni di un ente pubblico.
E sarebbero tutti dipendenti dell’istituto professionale per l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera “Enrico Mattei”: collaboratori scolastici, cuochi, autisti, infermieri, assistenti e pure il direttore dei servizi generali sarebbero stati soliti allontanarsi dalla scuola, per occuparsi di faccende personali. Andavano al mercato rionale, facevano shopping nei negozi, si fermavano al bar per una consumazione, e potevano fare tutto perché non timbravano l’uscita. Dalla loro avrebbero pure avuto la complicità dell’incaricato alla gestione dei badge e di sua moglie, che avrebbero falsificato le rendicontazioni orario attraverso false timbrature.
Quanto emerso dall’indagine investigativa delegata dalla Procura di Foggia non finisce qui: è stato infatti rilevato che un servizio di disinfestazione, appaltato a una ditta privata e retribuito, non sarebbe mai stato eseguito. Per questo motivo, tre soggetti sono stati segnalati all’autorità giudiziaria con l’ipotesi di truffa, mentre l’impresa è stata segnalata per presunte violazioni n materia di responsabilità amministrativa degli enti.








