Nove persone sono state arrestate (sette in carcere e due ai domiciliari) nell’ambito di un’operazione condotta da Guardia di finanza e Polizia di Stato per “disarticolare – è spiegato in una nota – un sodalizio criminale dedito al riciclaggio dei proventi della criminalità foggiana, derivanti anche dalle rapine ai portavalori, con la connivenza di imprese operanti in Basilicata e Lombardia”. Le ordinanze sono state emesse dal gip di Potenza su richiesta della Procura del capoluogo lucano che ha coordinato le indagini. All’alba nell’operazione di Guardia di finanza e Polizia sono stati impegnati oltre 200 persone: sono stati eseguiti anche il sequestro del compendio aziendale di 11 società del valore di 170 milioni di euro e il sequestro preventivo, “nella forma diretta o per equivalente, di beni per un valore di circa dieci milioni di euro”.
La lunga e complessa attività di indagine ha permesso di ricostruire le trame di un sodalizio criminale, che ruotava attorno alla figura dell’imprenditore di Lavello, Antonio Liseno, e a soggetti vicini ad ambienti della criminalità foggiana, attivi soprattutto nell’area di Cerignola. Il sodalizio era finalizzato al riciclaggio di proventi di attività delittuose, soprattutto rapine a furgoni portavalori, nonché al trasferimento fraudolento di valori e frode fiscale. Proprio a Liseno sono stati sequestrati preventivamente i compendi aziendali di dieci società, fra cui la SG s.p.a. e la Glam’our Italia s.r.l. oltre all’hotel San Barbato resort (la cui proprietà è stata trasferita in un’altra società, la Sb s.r.l., sempre riconducibile a Liseno).
Secondo gli inquirenti, Liseno avrebbe trasferito illecitamente denaro (pari a venti milioni di euro) a beneficio di soggetti riconducibili al sodalizio criminale cerignolano costituito da Sante Cartagena e Pasquale Saracino, attraverso l’interposizione degli imprenditori edili Angelo Finiguerra e Franco Mauro Via. Un altro aspetto riguarda le attività illecite finalizzate alla realizzazione di una frode fiscale nell’ambito della telefonia, con una imponente frode carosello che ha coinvolto numerose società in Italia, Germania, Svezia, Slovacchia e Polonia. Inoltre, l’imprenditore di Lavello avrebbe compiuto anche comportamenti illeciti nell’accaparramento di 13 milioni di mascherine durante il periodo pandemico. Liseno, Saracino, Cartagena, Finiguerra sono finiti in carcere, con loro anche Mariagrazia Filomena Merra, Nicola Dileo, Pietro Gervasio. Ai domiciliari Sonia Finiguerra e Franco Mauro Via.







